Dal 1986 attività culturali e politiche per l'antifascismo e la solidarietà sociale.
Since 1986, culture, social activities and political activism for antifascism and solidarity.
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martedì 25 giugno 2013
Fumetto sull'aggressione ai Senegalesi
mercoledì 15 maggio 2013
16 maggio 2013 - Paesi Baschi. Un muro di solidarietà
Alle ore 20.30 cena popolare
Alle ore 21.30 collegamento in diretta con il Ponte di Ondarroa dove da giorni la Solidarietà di un intero paese nei confronti della compagna Urtza Alkorta, accusata di "collaborazione con ETA", sta impedendo che gli apparati repressivi portino a termine il suo arresto.
Un momento di informazione e solidarietà per dare il nostro contributo, per quanto piccolo, all'allargamento della Solidarietà Internazionale.
Durante la serata video e foto sul "muro di solidarietà" di Ondarroa e su quello di qualche settimana fa a Donostia che per giorni ha impedito l'arresto di altri 8 giovani accusati in quel caso di militare in un’organizzazione giovanile – Segi - messa fuori legge da Madrid con l’accusa di sostenere l’ETA.
PRESOAK ETXERAT!
Alle ore 21.30 collegamento in diretta con il Ponte di Ondarroa dove da giorni la Solidarietà di un intero paese nei confronti della compagna Urtza Alkorta, accusata di "collaborazione con ETA", sta impedendo che gli apparati repressivi portino a termine il suo arresto.
Un momento di informazione e solidarietà per dare il nostro contributo, per quanto piccolo, all'allargamento della Solidarietà Internazionale.
Durante la serata video e foto sul "muro di solidarietà" di Ondarroa e su quello di qualche settimana fa a Donostia che per giorni ha impedito l'arresto di altri 8 giovani accusati in quel caso di militare in un’organizzazione giovanile – Segi - messa fuori legge da Madrid con l’accusa di sostenere l’ETA.
PRESOAK ETXERAT!
mercoledì 1 maggio 2013
Solidarietà al Newroz di Pisa
Come Cpa fi-sud vogliamo esprimere la nostra
solidarietà ai compagni e alle compagne del Newroz a seguito
dell'incendio che nella mattinata del 28 aprile è stato appiccato
all'interno del centro sociale.
La risposta dei compagni a quest'attacco non si è fatta attendere e
l'assemblea convocata nel pomeriggio del giorno stesso ha lanciato un
corteo per il 4 maggio a Pisa.
Proprio quel giorno, assieme ad altre realtà del territorio fiorentino, abbiamo però in programma un corteo contro la repressione in solidarietà con gli 86 compagni coinvolti nel processo contro il Movimento fiorentino. Per questo motivo non potremo essere in piazza a Pisa ma non mancheremo di ribadire la nostra solidarietà nei confronti del Newroz per le vie della nostra città.
CONTRO IL FASCISMO, CONTRO LA REPRESSIONE, NON UN PASSO INDIETRO!
Cpa fi-sud
Proprio quel giorno, assieme ad altre realtà del territorio fiorentino, abbiamo però in programma un corteo contro la repressione in solidarietà con gli 86 compagni coinvolti nel processo contro il Movimento fiorentino. Per questo motivo non potremo essere in piazza a Pisa ma non mancheremo di ribadire la nostra solidarietà nei confronti del Newroz per le vie della nostra città.
CONTRO IL FASCISMO, CONTRO LA REPRESSIONE, NON UN PASSO INDIETRO!
Cpa fi-sud
giovedì 18 aprile 2013
4 maggio 2013: in piazza contro la repressione. Solidarietà per chi lotta!
Alle 15.30 concentramento in Largo Annigoni, a seguire corteo per le vie della città e ritorno in piazza.
Dalle ore 18.30 in Largo Annigoni
BAR, CIBO E BEVANDE A PREZZI POPOLARI
INTERVENTI E CONTROINFORMAZIONE
Alle 20.30 CONCERTO con:
MALEDUCAZIONE ALCOLICA (Tuscia Ska)
+ GUESTS
Il 4 maggio del 2011 a Firenze ha inizio l'operazione di polizia coordinata dal Gip Rocchi, che portava a diverse perquisizioni ed ai primi arresti nei confronti di diversi militanti del movimento. Un'inchiesta costruita sull'applicazione dell'associazione a delinquere alle lotte politiche e sociali a cui si sommava la contestazione di altri reati: manifestazione non autorizzata, resistenza, oltraggio, danneggiamento, occupazioni, in relazione alle mobilitazioni contro la presenza dei fascisti in città, contro la possibile apertura di un CIE in Toscana, a difesa della scuola e dell'università pubblica o durante manifestazioni di solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in altri processi.
Il 13 giugno, a seguito di diverse iniziative di solidarietà, il Gip dette il via alla seconda fase dell'operazione per un totale di 35 misure cautelari tra arresti -uno in carcere e gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma, con ben 86 compagni sotto processo.
Esattamente due anni dopo, il 3 maggio 2013, al tribunale di Firenze è fissata la prima udienza del primo grado del maxiprocesso contro il movimento fiorentino che vede come parte attiva al fianco dell’accusa anche le cosiddette “parti civili”: digos e polizia, Confindustria, leghisti e fascisti.
Ma come già accennato questo non è l’unico processo in corso a Firenze.
Ci sono processi che riguardano le mobilitazioni contro la guerra in Libia, contro il sottoattraversamento dell’Alta Velocità e in solidarietà con la Val Susa, altri ancora per azioni e mobilitazioni antifasciste o che riguardano la lotta per il diritto alla casa, dalle occupazioni alla difesa dagli sfratti. Alcuni di questi processi hanno già visto condanne nei vari gradi di giudizio o addirittura per decreto penale, formula per la quale la condanna è emessa direttamente durante le indagini preliminari. In alcuni casi aspettiamo a breve l’esito di nuove sentenze, altri processi invece sono appena iniziati o solo minacciati come in occasione delle recenti contestazioni studentesche al Senato Accademico contro l’entrata dei privati nel Consiglio d’Amministrazione e la presenza di Visco in Università.
Militarizzazione di interi territori come a Niscemi, a L'Aquila e in Valsusa; inchieste, processi e arresti a carico di centinaia di militanti; condanne pesanti, in un contesto di profonda desolidarizzazione, come per i fatti di Genova del 2001 e dei più recenti arresti per gli scontri del 15 ottobre a Roma con l'utilizzo del reato di devastazione e saccheggio; cariche della polizia, crumiraggio, intimidazioni, fogli di via e licenziamenti contro i lavoratori più attivi nelle lotte sui posti di lavoro e i compagni solidali con queste mobilitazioni. Questa è la situazione che abbiamo davanti in tutta Italia e di fronte alla quale non è possibile tacere. Crediamo quindi che la data del 4 maggio, a due anni esatti dall’inizio dell’operazione repressiva, il giorno successivo alla prima udienza del primo grado, debba essere un momento per manifestare la Solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in questo processo così come in tutti gli altri, perchè la repressione non abbia la possibilità di agire nel silenzio, cercando di accrescere la consapevolezza rispetto ai meccanismi e gli strumenti che lo Stato utilizza per colpire chi sta già lottando e respingere nel “privato” tutti coloro che alle lotte si stanno avvicinando oggi, affinché nessun compagno si senta e resti solo davanti alla repressione.
Invitiamo quindi tutte le realtà politiche e sociali a fare proprio questo appello rilanciando e partecipando al corteo e all’iniziativa di piazza del 4 maggio a Firenze…per continuare a lottare ed estendere la Solidarietà.
Promuovono:
CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FI-SUD
COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE
CANTIERE SOCIALE CAMILLO CIENFUEGOS
CSA NEXT EMERSON
RETE DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI FIORENTINI
COLLETTIVO SCIENTIFICO AUTORGANIZZATO
COLLETTIVO STUDENTESCO RIVOLUZIONARIO
Dalle ore 18.30 in Largo Annigoni
BAR, CIBO E BEVANDE A PREZZI POPOLARI
INTERVENTI E CONTROINFORMAZIONE
Alle 20.30 CONCERTO con:
MALEDUCAZIONE ALCOLICA (Tuscia Ska)
+ GUESTS
Il 4 maggio del 2011 a Firenze ha inizio l'operazione di polizia coordinata dal Gip Rocchi, che portava a diverse perquisizioni ed ai primi arresti nei confronti di diversi militanti del movimento. Un'inchiesta costruita sull'applicazione dell'associazione a delinquere alle lotte politiche e sociali a cui si sommava la contestazione di altri reati: manifestazione non autorizzata, resistenza, oltraggio, danneggiamento, occupazioni, in relazione alle mobilitazioni contro la presenza dei fascisti in città, contro la possibile apertura di un CIE in Toscana, a difesa della scuola e dell'università pubblica o durante manifestazioni di solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in altri processi.
Il 13 giugno, a seguito di diverse iniziative di solidarietà, il Gip dette il via alla seconda fase dell'operazione per un totale di 35 misure cautelari tra arresti -uno in carcere e gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma, con ben 86 compagni sotto processo.
Esattamente due anni dopo, il 3 maggio 2013, al tribunale di Firenze è fissata la prima udienza del primo grado del maxiprocesso contro il movimento fiorentino che vede come parte attiva al fianco dell’accusa anche le cosiddette “parti civili”: digos e polizia, Confindustria, leghisti e fascisti.
Ma come già accennato questo non è l’unico processo in corso a Firenze.
Ci sono processi che riguardano le mobilitazioni contro la guerra in Libia, contro il sottoattraversamento dell’Alta Velocità e in solidarietà con la Val Susa, altri ancora per azioni e mobilitazioni antifasciste o che riguardano la lotta per il diritto alla casa, dalle occupazioni alla difesa dagli sfratti. Alcuni di questi processi hanno già visto condanne nei vari gradi di giudizio o addirittura per decreto penale, formula per la quale la condanna è emessa direttamente durante le indagini preliminari. In alcuni casi aspettiamo a breve l’esito di nuove sentenze, altri processi invece sono appena iniziati o solo minacciati come in occasione delle recenti contestazioni studentesche al Senato Accademico contro l’entrata dei privati nel Consiglio d’Amministrazione e la presenza di Visco in Università.
Militarizzazione di interi territori come a Niscemi, a L'Aquila e in Valsusa; inchieste, processi e arresti a carico di centinaia di militanti; condanne pesanti, in un contesto di profonda desolidarizzazione, come per i fatti di Genova del 2001 e dei più recenti arresti per gli scontri del 15 ottobre a Roma con l'utilizzo del reato di devastazione e saccheggio; cariche della polizia, crumiraggio, intimidazioni, fogli di via e licenziamenti contro i lavoratori più attivi nelle lotte sui posti di lavoro e i compagni solidali con queste mobilitazioni. Questa è la situazione che abbiamo davanti in tutta Italia e di fronte alla quale non è possibile tacere. Crediamo quindi che la data del 4 maggio, a due anni esatti dall’inizio dell’operazione repressiva, il giorno successivo alla prima udienza del primo grado, debba essere un momento per manifestare la Solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in questo processo così come in tutti gli altri, perchè la repressione non abbia la possibilità di agire nel silenzio, cercando di accrescere la consapevolezza rispetto ai meccanismi e gli strumenti che lo Stato utilizza per colpire chi sta già lottando e respingere nel “privato” tutti coloro che alle lotte si stanno avvicinando oggi, affinché nessun compagno si senta e resti solo davanti alla repressione.
Invitiamo quindi tutte le realtà politiche e sociali a fare proprio questo appello rilanciando e partecipando al corteo e all’iniziativa di piazza del 4 maggio a Firenze…per continuare a lottare ed estendere la Solidarietà.
Promuovono:
CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FI-SUD
COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE
CANTIERE SOCIALE CAMILLO CIENFUEGOS
CSA NEXT EMERSON
RETE DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI FIORENTINI
COLLETTIVO SCIENTIFICO AUTORGANIZZATO
COLLETTIVO STUDENTESCO RIVOLUZIONARIO
mercoledì 27 marzo 2013
Livorno: sulla repressione non si tace!
Come compagni e compagne del CPA fi-sud vogliamo
esprimere la nostra solidarietà ai compagni livornesi ed in particolare
ai 24 imputati per i fatti del 2 dicembre scorso.
Quel giorno vi fu una legittima risposta da parte della città di Livorno che scese in piazza contro la violenza poliziesca dei giorni precedenti.
Il 4 luglio si aprirà il processo. Il gip ha infatti accolto le richieste dell'accusa secondo cui "le prove sarebbero così evidenti" da rendere inutile addirittura l'udienza preliminare.
Lo stato serra le fila e utilizza ancora una volta tutti gli strumenti in suo possesso affinché la punizione sia il più veloce e pesante possibile.
Pensiamo a Genova, al movimento No TAV, alle condanne per le manifestazione del 14 dicembre e del 15 ottobre a Roma, ai processi che vedono imputati centinaia di compagni in tutta Italia e non possiamo fare a meno di notare quanto sia sempre più evidente la repressione da parte dello stato nei confronti di chi lotta, di chi non è compatibile e complice con questo sistema.
Ma la giustizia, quella vera, per quanto ci riguarda non andremo certo a cercarla nelle aule di tribunale o nei palazzi del potere bensì nelle strade e nelle piazze dei nostri quartieri e delle nostre città.
Così come di fronte allo sfruttamento, al fascismo e alla guerra, anche di fronte alla repressione non ci troveranno mai in silenzio.
SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI LIVORNESI
SOLIDARIETÀ AI 24 IMPUTATI
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Quel giorno vi fu una legittima risposta da parte della città di Livorno che scese in piazza contro la violenza poliziesca dei giorni precedenti.
Il 4 luglio si aprirà il processo. Il gip ha infatti accolto le richieste dell'accusa secondo cui "le prove sarebbero così evidenti" da rendere inutile addirittura l'udienza preliminare.
Lo stato serra le fila e utilizza ancora una volta tutti gli strumenti in suo possesso affinché la punizione sia il più veloce e pesante possibile.
Pensiamo a Genova, al movimento No TAV, alle condanne per le manifestazione del 14 dicembre e del 15 ottobre a Roma, ai processi che vedono imputati centinaia di compagni in tutta Italia e non possiamo fare a meno di notare quanto sia sempre più evidente la repressione da parte dello stato nei confronti di chi lotta, di chi non è compatibile e complice con questo sistema.
Ma la giustizia, quella vera, per quanto ci riguarda non andremo certo a cercarla nelle aule di tribunale o nei palazzi del potere bensì nelle strade e nelle piazze dei nostri quartieri e delle nostre città.
Così come di fronte allo sfruttamento, al fascismo e alla guerra, anche di fronte alla repressione non ci troveranno mai in silenzio.
SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI LIVORNESI
SOLIDARIETÀ AI 24 IMPUTATI
Centro Popolare Autogestito fi-sud
lunedì 18 marzo 2013
Solidarietà ad Aldo Milani
In questi ultimi tempi numerose lotte, combattive e determinate, sono
venute dal settore della "logistica" con il protagonismo di numerosi
lavoratori immigrati. Ultimo in ordine di tempo il polo logistico di
Piacenza. Il coordinatore del S.I.Cobas, struttura che positivamente è
riuscita a mobilitare e spesso a far migliorare le condizioni di lavoro,
è stato colpito da un provvedimento repressivo in base al quale per i prossimi 3 anni non potrà mettere piede a Piacenza.
Siamo vicini ad Aldo e allo stesso tempo siamo convinti che provvedimenti come questo o come altri, basti vedere i licenziamenti che hanno colpito i lavoratori protagonisti delle lotte stesse, non faranno indietreggiare ed anzi, quando siamo in presenza di atteggiamenti di marca repressiva, non possiamo che dire che i lavoratori sono nel giusto!
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Siamo vicini ad Aldo e allo stesso tempo siamo convinti che provvedimenti come questo o come altri, basti vedere i licenziamenti che hanno colpito i lavoratori protagonisti delle lotte stesse, non faranno indietreggiare ed anzi, quando siamo in presenza di atteggiamenti di marca repressiva, non possiamo che dire che i lavoratori sono nel giusto!
Centro Popolare Autogestito fi-sud
mercoledì 13 marzo 2013
14 marzo 2013 - Serata a favore di Nicola Pellecchia, militante rivoluzionario
Dalle ore 19.30 aperitivo
Ore 20.30 cena di autofinanziamento
Dalle ore 21.30 presentazione del libro Maelstrom di Salvatore Ricciardi. Sarà presente l'autore.
Maelstrom - Scene di rivolta e autorganizzazione di classe in Italia (1960-1980).
Una testimonianza ricca di narrazioni in presa diretta sui principali confliti sociali di quei due decenni.
Una descrizione, non priva di particolari inediti, sull'esperienza delle Brigate Rosse di cui l'autore è stato personalità dirigente nella "colonna romana".
Cari compagni ed amici,
Nicola Pellecchia, da oltre 18 mesi sta combattendo contro un male difficilissimo da curare, ha scelto di farlo qui a Milano e, da oltre un anno, siamo riusciti, come meglio possibile, ad arginare l’inarrestabilità della sua patologia (un tumore al pancreas).
Ora siamo di nuovo ad una svolta, probabilmente decisiva, abbiamo bisogno del vostro contributo per continuare ad assisterlo. Fino ad ora abbiamo contato sulle nostre risorse, ma anche noi siamo in una situazione piuttosto difficile e Nicola ha ora la necessità di affrontare emergenze piuttosto costose.
Nicola è un compagno di Napoli, finito in carcere quasi 40 anni fa per partecipazione ai Nuclei Armati Proletari, poi confluito in carcere nelle Brigate Rosse. Scarcerato per fine pena negli anni '90, poi diventato sindacalista dei pescatori di Procida, si trova in questo momento a Milano per le terapie.
Il suo nome è stato fatto, ai funerali di Prospero Gallinari, pochi giorni fa, come uno dei tanti che per motivi di salute o per rifiuto del permesso da parte dei giudici (per esempio, Mario Moretti), non aveva potuto partecipare alla cerimonia pur volendolo fortemente.
Per inviare un contributo economico in favore di Nicola, queste sono le coordinate bancarie di Ada Negroni, compagna milanese anche lei a lungo prigioniera politica, che sta coordinando gli aiuti:
c/c bancario n° 1413 intestato a Ada Negroni
Banco di Brescia Filiale 23 di Milano
ABI: 01624
CAB: 3500
IBAN: IT 59 S 03500 01624 000000001413
BIC: BCABIT21
Ore 20.30 cena di autofinanziamento
Dalle ore 21.30 presentazione del libro Maelstrom di Salvatore Ricciardi. Sarà presente l'autore.
Maelstrom - Scene di rivolta e autorganizzazione di classe in Italia (1960-1980).
Una testimonianza ricca di narrazioni in presa diretta sui principali confliti sociali di quei due decenni.
Una descrizione, non priva di particolari inediti, sull'esperienza delle Brigate Rosse di cui l'autore è stato personalità dirigente nella "colonna romana".
Cari compagni ed amici,
Nicola Pellecchia, da oltre 18 mesi sta combattendo contro un male difficilissimo da curare, ha scelto di farlo qui a Milano e, da oltre un anno, siamo riusciti, come meglio possibile, ad arginare l’inarrestabilità della sua patologia (un tumore al pancreas).
Ora siamo di nuovo ad una svolta, probabilmente decisiva, abbiamo bisogno del vostro contributo per continuare ad assisterlo. Fino ad ora abbiamo contato sulle nostre risorse, ma anche noi siamo in una situazione piuttosto difficile e Nicola ha ora la necessità di affrontare emergenze piuttosto costose.
Nicola è un compagno di Napoli, finito in carcere quasi 40 anni fa per partecipazione ai Nuclei Armati Proletari, poi confluito in carcere nelle Brigate Rosse. Scarcerato per fine pena negli anni '90, poi diventato sindacalista dei pescatori di Procida, si trova in questo momento a Milano per le terapie.
Il suo nome è stato fatto, ai funerali di Prospero Gallinari, pochi giorni fa, come uno dei tanti che per motivi di salute o per rifiuto del permesso da parte dei giudici (per esempio, Mario Moretti), non aveva potuto partecipare alla cerimonia pur volendolo fortemente.
Per inviare un contributo economico in favore di Nicola, queste sono le coordinate bancarie di Ada Negroni, compagna milanese anche lei a lungo prigioniera politica, che sta coordinando gli aiuti:
c/c bancario n° 1413 intestato a Ada Negroni
Banco di Brescia Filiale 23 di Milano
ABI: 01624
CAB: 3500
IBAN: IT 59 S 03500 01624 000000001413
BIC: BCABIT21
lunedì 4 marzo 2013
4 marzo 2013. Inizia il processo al movimento fiorentino
Lunedì 4 marzo presso il Tribunale dei minori di
Firenze si svolgerà la prima udienza del processo contro due compagni
minorenni accusati di diversi reati. Il processo che li vedi coinvolti
rientra in quello che abbiamo definito il “processo contro il movimento
fiorentino” e che nel maggio e giugno di due anni fa portò
all’applicazione di 35 misure cautelari tra arresti – uno in carcere e
gli altri ai domiciliari – e obblighi di firma. Il processo contro tutti
gli altri 86 imputati già rinviati a giudizio inizierà invece il 3
maggio. Un processo costruito sull’applicazione del reato di
associazione a delinquere alle lotte politiche e sociali in cui l’accusa
viene rafforzata, oltre che dal numero stesso degli imputati e dagli
innumerevoli reati contestati, dalla presenza delle cosiddette “parti
civili”: digos e polizia, leghisti e fascisti, banche, enti pubblici e
privati che saranno parte attiva nel processo. In pratica gli stessi,
diretti responsabili o complici, che hanno messo in campo e difeso le
misure di austerità contro i lavoratori e il taglio dei servizi sociali
contro quali scendemmo in piazza allora e continueremo a farlo. Sarà
fondamentale fare in modo che ogni passaggio di questo processo non cada
nel silenzio e che tutti coloro che ancora oggi lottano per un futuro
diverso dalle prospettive che abbiamo davanti si sentano coinvolti e
diano il proprio sostegno agli imputati. Per questo cercheremo per
estendere la solidarietà e stimolare la ripresa di un dibattito sulla
repressione tra le realtà e i compagni attivi sul territorio.
SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI SOTTO PROCESSO AL TRIBUNALE DEI MINORI
SOLIDARIETÀ A TUTTI GLI IMPUTATI NEL PROCESSO CONTRO IL MOVIMENTO FIORENTINO
Centro Popolare Autogestito fi-sud - Rete dei Collettivi Fiorentini - Collettivo Politiche di Scienze Politiche - Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Collettivo Studentesco Rivoluzionario
SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI SOTTO PROCESSO AL TRIBUNALE DEI MINORI
SOLIDARIETÀ A TUTTI GLI IMPUTATI NEL PROCESSO CONTRO IL MOVIMENTO FIORENTINO
Centro Popolare Autogestito fi-sud - Rete dei Collettivi Fiorentini - Collettivo Politiche di Scienze Politiche - Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Collettivo Studentesco Rivoluzionario
giovedì 21 febbraio 2013
2 marzo 2013 - Incontro con il Fronte Popolare Tunisino
Febbraio 2013. Oltre un milione e mezzo di tunisini invadono le strade per urlare la propria rabbia.
Non saranno gli assassini a fermare il vento della rivolta.
Sabato 2 marzo 2013 ore 18.00
Incontro con un militante del fronte popolare tunisino in Italia.
A seguire, cena e concerto.
Nel corso della serata video e materiale informativo sulle rivolte arabe.
Sabato 2 marzo 2013 ore 18.00
Incontro con un militante del fronte popolare tunisino in Italia.
A seguire, cena e concerto.
Nel corso della serata video e materiale informativo sulle rivolte arabe.
giovedì 14 febbraio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
Teramo, 9 febbraio 2013
Come compagni e compagne del Centro Popolare
Autogestito Fi-sud riteniamo importante esprimere la nostra solidarietà
nei confronti dei compagni condannati e arrestati per i fatti del 15
ottobre 2011. E' del 7 gennaio la condanna in primo grado a 6 anni per
sei compagni accusati di devastazione e saccheggio, resistenza
pluriaggravata e tentato omicidio nei confronti del conducente del
blindato dato alle fiamme. A Roma quel 15 ottobre c'eravamo tutti e non
siamo disposti a lasciare che questi compagni vengano utilizzati come
capri espiatori da quello stesso apparato repressivo che già
all'indomani del corteo ha orchestrato decine e decine di perquisizioni
in tutta Italia.
mercoledì 16 gennaio 2013
19 gennaio 2013 - Serata di finanziamento e solidarietà con O.L.G.A.
Sabato 19 gennaio 2013 - Serata di finanziamento e solidarietà con O.L.G.A. (E' Ora di Liberarsi dalle Galere)
"L'attività del collettivo è volta a sostenere le lotte dei prigionieri, ad approfondire per contrastare le strategie di differenziazione, isolamento e annientamento condotte dallo stato sulla popolazione detenuta. A tal fine è stato importante sviluppare l'attività di corrispondenza con l'interno per stringere relazioni e conoscere le problematiche e le ragioni delle lotte portate avanti.
Benché si tratti di un terreno di lotta specifico non consideriamo la nostra attività in modo settoriale ma come parte della lotta contro il capitalismo al quale le galere servono per sfruttarci meglio".
Dalle ore 19.30 Aperitivo
Ore 21.00 Cena di Finanziamento
Dalle ore 23.00 Concerto con RASHAIDA & DUB WISE GANG. Special guest MARK-ONE.
a seguire SELEZIONE MUSICALE ROOTS E DUB
"L'attività del collettivo è volta a sostenere le lotte dei prigionieri, ad approfondire per contrastare le strategie di differenziazione, isolamento e annientamento condotte dallo stato sulla popolazione detenuta. A tal fine è stato importante sviluppare l'attività di corrispondenza con l'interno per stringere relazioni e conoscere le problematiche e le ragioni delle lotte portate avanti.
Benché si tratti di un terreno di lotta specifico non consideriamo la nostra attività in modo settoriale ma come parte della lotta contro il capitalismo al quale le galere servono per sfruttarci meglio".
Dalle ore 19.30 Aperitivo
Ore 21.00 Cena di Finanziamento
Dalle ore 23.00 Concerto con RASHAIDA & DUB WISE GANG. Special guest MARK-ONE.
a seguire SELEZIONE MUSICALE ROOTS E DUB
martedì 8 gennaio 2013
Solidarietà ai lavoratori della Ginori!
Il CPA fi-sud esprime la propria solidarietà ai
lavoratori della Ginori. Dopo mesi di cassa integrazione sembrava ormai
vicinissima la riapertura dei cancelli e la ripresa dell'attività ma la
sentenza del Tribunale Firenze che ha dichiarato il fallimento
dell'azienda allontana questa possibilità. Ancora una volta sulla pelle
dei lavoratori si é giocata una partita ben lontana dai loro bisogni e
dalle loro speranze. Ci siamo e ci saremo, al loro fianco, per sostenere
tutte le iniziative che decideranno di costruire per difendere i loro
posti di lavori e la loro dignità.
Rilanciamo pertanto l’appuntamento di domani, martedì 8 gennaio, alle ore 9.00 in piazza Strozzi dove i lavoratori saranno in presidio mentre una loro delegazione incontrerà il Governatore della Regione Toscana.
Nel pomeriggio invece gli operai invitano tutti a passare ai cancelli della Ginori per portare il proprio sostegno alla loro lotta.
La Ginori è degli operai!
Cpa fi-sud
Rilanciamo pertanto l’appuntamento di domani, martedì 8 gennaio, alle ore 9.00 in piazza Strozzi dove i lavoratori saranno in presidio mentre una loro delegazione incontrerà il Governatore della Regione Toscana.
Nel pomeriggio invece gli operai invitano tutti a passare ai cancelli della Ginori per portare il proprio sostegno alla loro lotta.
La Ginori è degli operai!
Cpa fi-sud
domenica 4 novembre 2012
A fianco dei lavoratori del deposito centrale IKEA
Aiuta i lavoratori in lotta del Deposito Centrale IKEA!
Uno dei modi possibili per dimostrare il proprio sostegno è quello di chiamare IKEA Customer service center: 199 11 46 46, per parlare direttamente con un operatore e segnalare che "se fino oggi sono stato un cliente solidale verso gli operai delle cooperative IKEA in sciopero, da domani potrei non essere più vostro cliente se le richieste dei lavoratori non verranno accolte", ricordandoci sempre che l'operatore con cui stiamo parlando è un altro lavoratore sfruttato e non certo il padrone.
Gli operatori rispondono dalle 09.00 alle 20:00 dal lunedì al sabato.
Inoltre oggi un gruppo di compagni di diverse realtà cittadine si è recata all'IKEA di Sesto Fiorentino volantinando e invitando i clienti a lasciare alle casse il coupon in calce al volantino:
"Alla Direzione IKEA Italia Retail ? Sede principale Strada Provinciale 208, 3 ? 20061 Carugate (MI) IO SONO DALLA PARTE DEI LAVORATORI SOLIDALE con i lavoratori del CONSORZIO CGS, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso il Deposito Centrale IKEA di Piacenza. Per oggi mi unisco alla denuncia, da domani non comprerò più nei vostri negozi.
Un cliente non indifferente"
Di seguito il testo del volantino:
L’IKEA utilizza cooperative che sfruttano i lavoratori!
I lavoratori del Consorzio Gestione Servizi, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso il Deposito Centrale IKEA di Piacenza, sono in lotta per rivendicare dignità e giusti salari.
Per questo si sono uniti ed organizzati ed ora IKEA e Consorzio vogliono licenziare i lavoratori più rappresentativi, la maggior parte delegati sindacali del Sindacato Intercategoriale Cobas.
IKEA non vuole lavoratori organizzati e sindacalizzati che scioperano e lottano nei propri magazzini e vorrebbe buttarne fuori alcuni per intimidire tutti gli altri.
Calpestati nella dignità, sfruttati, truffati nei loro salari.
ORA BASTA!
Gli operai stanno lottando per:
* il reintegro immediato dei lavoratori sospesi
* la cancellazione dei provvedimenti disciplinari
* l'allontanamento dei capi? eparto che non rispettano gli operai
* l'applicazione ed il rispetto del contratto nazionale
* il rispetto delle norme di sicurezza in particolare sui carichi di lavoro
In questi mesi, sconfiggendo la paura, hanno dimostrato che è possibile organizzarsi e lottare.
Adesso serve il tuo sostegno. Occorre il tuo aiuto.
Occorre che altri operai, altri cittadini, facciano sentire la loro voce ad IKEA.
Sostenere questa lotta significa sostenere la DIGNITA’
di tutti i lavoratori ed il diritto ad una esistenza migliore.
www.cpafisud.org
http://www.facebook.com/CpaFirenzeSud
Uno dei modi possibili per dimostrare il proprio sostegno è quello di chiamare IKEA Customer service center: 199 11 46 46, per parlare direttamente con un operatore e segnalare che "se fino oggi sono stato un cliente solidale verso gli operai delle cooperative IKEA in sciopero, da domani potrei non essere più vostro cliente se le richieste dei lavoratori non verranno accolte", ricordandoci sempre che l'operatore con cui stiamo parlando è un altro lavoratore sfruttato e non certo il padrone.
Gli operatori rispondono dalle 09.00 alle 20:00 dal lunedì al sabato.
Inoltre oggi un gruppo di compagni di diverse realtà cittadine si è recata all'IKEA di Sesto Fiorentino volantinando e invitando i clienti a lasciare alle casse il coupon in calce al volantino:
"Alla Direzione IKEA Italia Retail ? Sede principale Strada Provinciale 208, 3 ? 20061 Carugate (MI) IO SONO DALLA PARTE DEI LAVORATORI SOLIDALE con i lavoratori del CONSORZIO CGS, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso il Deposito Centrale IKEA di Piacenza. Per oggi mi unisco alla denuncia, da domani non comprerò più nei vostri negozi.
Un cliente non indifferente"
Di seguito il testo del volantino:
L’IKEA utilizza cooperative che sfruttano i lavoratori!
I lavoratori del Consorzio Gestione Servizi, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso il Deposito Centrale IKEA di Piacenza, sono in lotta per rivendicare dignità e giusti salari.
Per questo si sono uniti ed organizzati ed ora IKEA e Consorzio vogliono licenziare i lavoratori più rappresentativi, la maggior parte delegati sindacali del Sindacato Intercategoriale Cobas.
IKEA non vuole lavoratori organizzati e sindacalizzati che scioperano e lottano nei propri magazzini e vorrebbe buttarne fuori alcuni per intimidire tutti gli altri.
Calpestati nella dignità, sfruttati, truffati nei loro salari.
ORA BASTA!
Gli operai stanno lottando per:
* il reintegro immediato dei lavoratori sospesi
* la cancellazione dei provvedimenti disciplinari
* l'allontanamento dei capi? eparto che non rispettano gli operai
* l'applicazione ed il rispetto del contratto nazionale
* il rispetto delle norme di sicurezza in particolare sui carichi di lavoro
In questi mesi, sconfiggendo la paura, hanno dimostrato che è possibile organizzarsi e lottare.
Adesso serve il tuo sostegno. Occorre il tuo aiuto.
Occorre che altri operai, altri cittadini, facciano sentire la loro voce ad IKEA.
Sostenere questa lotta significa sostenere la DIGNITA’
di tutti i lavoratori ed il diritto ad una esistenza migliore.
www.cpafisud.org
http://www.facebook.com/CpaFirenzeSud
venerdì 2 novembre 2012
15 novembre: sentenza di primo grado contro gli antifascisti fiorentini!
L’antifascismo non si processa!
Il 15 novembre il tribunale di Firenze emetterà la
sentenza di primo grado del processo per i fatti di Via della Scala del
2009, che portarono a 11 perquisizioni in casa di altrettanti compagni e
all'arresto di uno di essi.
Invitiamo quindi tutte le compagne e i compagni, le realtà politiche, sociali e sindacali, a tenersi aggiornate e pronte a mobilitarsi nel pomeriggio di giovedì 15 novembre poiché se il tribunale di Firenze dovesse emettere una sentenza di condanna la solidarietà con gli antifascisti si manifesterà il giorno stesso con un presidio sotto la Prefettura alle ore 18.00.
I fatti: dopo un'iniziativa elettorale organizzata da FN, dalla Destra, e Fiamma tricolore un gruppo di fascisti gira indisturbato per il centro di Firenze, compiendo aggressioni e intimidazioni ai danni di immigrati e di un gruppo di ragazzi che si recavano al concerto della Banda Bassotti alla Fortezza; seguono e aspettano fuori da un pub una compagna che telefona per chiedere aiuto. Normale che le scorribande dei camerati non sarebbero state tollerate a lungo in una città che ancora esprime un radicato antifascismo. E' così che un gruppo di compagni che si era recato in centro per verificare le continue voci di aggressioni è stato fermato e identificato dalla polizia.
Questi undici compagni, perquisiti poi il 6 Novembre, sono stati denunciati per tentate lesioni aggravate dalla premeditazione e dalla finalità di terrorismo, accusa evidentemente pretestuosa che vuole giudicarli per il solo fatto di essere antifascisti. Questa sentenza cade in momento molto particolare. Con l’intensificarsi delle misure di austerità e il crescente peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari assistiamo a un processo di revisionismo storico sempre più forte, nel quale sono le istituzioni stesse a concedere agibilità politica, finanziamenti e copertura poliziesca ai vari gruppi neofascisti, capaci di muoversi comunque su più livelli tenendo in piedi campagne populiste e intrecciando rapporti che vanno dalle istituzioni fino alla malavita organizzata.
Ma se da una parte la strategia repressiva tende ad agire con il sostanziale appoggio dei mass media con l’utilizzo retorico della teoria degli “opposti estremismi” nel tentativo di delegittimare e svilire i valori dell’antifascismo, nella pratica assistiamo invece a qualcosa che va ben oltre il tentativo di mettere “rossi” e “neri” sullo stesso piano. Mentre gli antifascisti finiscono nelle aule di tribunale se non in carcere, addirittura un fatto tanto eclatante quanto drammatico come la strage del 13 dicembre scorso messa in atto dal neofascista Casseri è stata archiviata nell’arco di poche settimane: quello del “gesto folle ed isolato” è stato l’alibi con il quale tutte le istituzioni cittadine, Comune, Prefettura e Questura, hanno preferito stendere un velo di silenzio che lascia ancora pesantissimi interrogativi su quella vicenda e che la dice lunga sul livello di impunità di cui godono i neofascisti anche in Italia. A fronte di questa situazione, crediamo che chiunque si riconosca nei valori dell’antifascismo debba necessariamente farsi carico di pratiche quotidiane che si esprimano giorno per giorno, strada per strada, sostenendo poi attraverso la solidarietà tutti quei compagni che per il loro impegno antifascista hanno subito e continuano a subire processi e repressione.
Firenze Antifascista
Invitiamo quindi tutte le compagne e i compagni, le realtà politiche, sociali e sindacali, a tenersi aggiornate e pronte a mobilitarsi nel pomeriggio di giovedì 15 novembre poiché se il tribunale di Firenze dovesse emettere una sentenza di condanna la solidarietà con gli antifascisti si manifesterà il giorno stesso con un presidio sotto la Prefettura alle ore 18.00.
I fatti: dopo un'iniziativa elettorale organizzata da FN, dalla Destra, e Fiamma tricolore un gruppo di fascisti gira indisturbato per il centro di Firenze, compiendo aggressioni e intimidazioni ai danni di immigrati e di un gruppo di ragazzi che si recavano al concerto della Banda Bassotti alla Fortezza; seguono e aspettano fuori da un pub una compagna che telefona per chiedere aiuto. Normale che le scorribande dei camerati non sarebbero state tollerate a lungo in una città che ancora esprime un radicato antifascismo. E' così che un gruppo di compagni che si era recato in centro per verificare le continue voci di aggressioni è stato fermato e identificato dalla polizia.
Questi undici compagni, perquisiti poi il 6 Novembre, sono stati denunciati per tentate lesioni aggravate dalla premeditazione e dalla finalità di terrorismo, accusa evidentemente pretestuosa che vuole giudicarli per il solo fatto di essere antifascisti. Questa sentenza cade in momento molto particolare. Con l’intensificarsi delle misure di austerità e il crescente peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari assistiamo a un processo di revisionismo storico sempre più forte, nel quale sono le istituzioni stesse a concedere agibilità politica, finanziamenti e copertura poliziesca ai vari gruppi neofascisti, capaci di muoversi comunque su più livelli tenendo in piedi campagne populiste e intrecciando rapporti che vanno dalle istituzioni fino alla malavita organizzata.
Ma se da una parte la strategia repressiva tende ad agire con il sostanziale appoggio dei mass media con l’utilizzo retorico della teoria degli “opposti estremismi” nel tentativo di delegittimare e svilire i valori dell’antifascismo, nella pratica assistiamo invece a qualcosa che va ben oltre il tentativo di mettere “rossi” e “neri” sullo stesso piano. Mentre gli antifascisti finiscono nelle aule di tribunale se non in carcere, addirittura un fatto tanto eclatante quanto drammatico come la strage del 13 dicembre scorso messa in atto dal neofascista Casseri è stata archiviata nell’arco di poche settimane: quello del “gesto folle ed isolato” è stato l’alibi con il quale tutte le istituzioni cittadine, Comune, Prefettura e Questura, hanno preferito stendere un velo di silenzio che lascia ancora pesantissimi interrogativi su quella vicenda e che la dice lunga sul livello di impunità di cui godono i neofascisti anche in Italia. A fronte di questa situazione, crediamo che chiunque si riconosca nei valori dell’antifascismo debba necessariamente farsi carico di pratiche quotidiane che si esprimano giorno per giorno, strada per strada, sostenendo poi attraverso la solidarietà tutti quei compagni che per il loro impegno antifascista hanno subito e continuano a subire processi e repressione.
Firenze Antifascista
lunedì 29 ottobre 2012
Solidarietà agli imputati nel processo contro il movimento fiorentino
Giovedì 25 ottobre si è svolta presso il Tribunale
di Firenze l’udienza preliminare del Processo contro il Movimento
fiorentino dopo lo slittamento del 14 giugno scorso.
Dopo le 35 misure cautelari tra arresti e obblighi di firme imposte dal GIP lo scorso anno, ora il giudice per l’udienza preliminare ha deciso di rinviare a giudizio 85 imputati su 86, fissando la prima udienza del I grado per il 3 maggio 2013.
Rimane quindi in piedi l’accusa di associazione a delinquere che, se da una parte è un capo d’imputazione contestato “soltanto” a 7 degli ormai 85 imputati, dall’altro è l’accusa che continua a tenere in piedi questo maxiprocesso e assieme tutta la montatura giudiziaria.
Altro elemento da non sottovalutare, anch’esso per il dato politico che sottintende, è la costituzione delle parti civili: enti pubblici e privati, banche, leghisti, neofascisti, digos e polizia.
Un tentativo di caricare maggiormente le richieste dell’accusa e includere direttamente nei processi penali alcuni dei soggetti che potremmo definire complici o responsabili della gestione della crisi del capitalismo, delle sue ricadute sulla vita di milioni tra lavoratori e studenti, e che per questo erano stati oggetto di contestazioni e manifestazioni.
In questo senso ribadiamo ciò che gli imputati hanno già detto in più occasioni: per tutti questi motivi, per il tentativo di utilizzare l’accusa di associazione a delinquere contro il dissenso, per il fatto di mettere sul banco degli imputati quelle che sono pratiche consuete in qualsiasi contesto si sviluppi una forma di lotta o resistenza, questo processo dovrebbe rappresentare un problema per tutti coloro che pensano sia importate continuare a lottare per cambiare la prospettiva di un futuro che si fa sempre più buio.
Processi come questo, mentre le misure di austerità tendono a privarci anche di quel poco che potevamo stringere in mano, sono funzionali alla chiusura di ogni spazio di agibilità a chi vorrebbe rappresentare un’opposizione politica e sociale al Governo Monti e a chi lo succederà, segnando in modo indelebile la soglia di ciò che è consentito e ciò che non lo sarà più. Concludiamo rinnovando ancora una volta la nostra solidarietà nei confronti degli imputati.
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Collettivo Politico di Scienze Politiche - Firenze
Dopo le 35 misure cautelari tra arresti e obblighi di firme imposte dal GIP lo scorso anno, ora il giudice per l’udienza preliminare ha deciso di rinviare a giudizio 85 imputati su 86, fissando la prima udienza del I grado per il 3 maggio 2013.
Rimane quindi in piedi l’accusa di associazione a delinquere che, se da una parte è un capo d’imputazione contestato “soltanto” a 7 degli ormai 85 imputati, dall’altro è l’accusa che continua a tenere in piedi questo maxiprocesso e assieme tutta la montatura giudiziaria.
Altro elemento da non sottovalutare, anch’esso per il dato politico che sottintende, è la costituzione delle parti civili: enti pubblici e privati, banche, leghisti, neofascisti, digos e polizia.
Un tentativo di caricare maggiormente le richieste dell’accusa e includere direttamente nei processi penali alcuni dei soggetti che potremmo definire complici o responsabili della gestione della crisi del capitalismo, delle sue ricadute sulla vita di milioni tra lavoratori e studenti, e che per questo erano stati oggetto di contestazioni e manifestazioni.
In questo senso ribadiamo ciò che gli imputati hanno già detto in più occasioni: per tutti questi motivi, per il tentativo di utilizzare l’accusa di associazione a delinquere contro il dissenso, per il fatto di mettere sul banco degli imputati quelle che sono pratiche consuete in qualsiasi contesto si sviluppi una forma di lotta o resistenza, questo processo dovrebbe rappresentare un problema per tutti coloro che pensano sia importate continuare a lottare per cambiare la prospettiva di un futuro che si fa sempre più buio.
Processi come questo, mentre le misure di austerità tendono a privarci anche di quel poco che potevamo stringere in mano, sono funzionali alla chiusura di ogni spazio di agibilità a chi vorrebbe rappresentare un’opposizione politica e sociale al Governo Monti e a chi lo succederà, segnando in modo indelebile la soglia di ciò che è consentito e ciò che non lo sarà più. Concludiamo rinnovando ancora una volta la nostra solidarietà nei confronti degli imputati.
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Collettivo Politico di Scienze Politiche - Firenze
venerdì 26 ottobre 2012
Contro Alba Dorata. Iniziative a fianco degli antifascisti greci
La Grecia rappresenta per molti di noi un chiaro esempio della violenza con cui le misure economiche di austerity si scatenano contro la classe lavoratrice, i disoccupati ed i soggetti più deboli; ma, al tempo stesso, è anche un esempio della resistenza che questi soggetti esprimono giorno dopo giorno con scioperi, blocchi, sfida dei divieti e della violenza poliziesca, sperimentando vecchie e nuove forme di solidarietà e autogestione.
Ma se la crisi e le sue ricadute materiali generano resistenza osserviamo anche il preoccupante riaffacciarsi, nell'attualità dello scontro politico, di un fenomeno che pensavamo di aver sconfitto: il fascismo.
Tutta l' Europa sta registrando la recrudescenza di un neofascismo che, sebbene in un contesto storico differente, è, nelle forme e nei metodi, identico a quanto visto in passato.
Ungheria,Belgio, Italia, Germania, lunga sarebbe la lista degli stati in cui, pur in forme e in modi diversi,si sovrappongono ampi pezzi dello stato con le organizzazioni neofasciste, finanziate e usate come braccio armato contro quei movimenti che mettono in discussione sfruttamento e interessi del capitale.
La Grecia sta rappresentando anche in questo senso, con la presenza e la crescita di organizzazioni come Alba Dorata, un esempio di quanto questa sovrapposizione sia un pericolo reale, di quanto ampi settori dello stato vedano nel fascismo una soluzione alla gestione della crisi.
Alba Dorata agisce, come in passato abbiamo già tragicamente vissuto, nei modi classici della dottrina fascista, con le stesse collusioni con ampi settori dello stato che copre e finanzia i suoi membri, garantisce loro l'impunità, trasforma la paura per il futuro in necessità di sicurezza.
Ai suoi membri viene “consentito” di svolgere veri e propri compiti di polizia/pulizia nei confronti di immigrati e contro le loro organizzazioni, operando vere e proprie espulsioni della popolazione immigrata, attacchi contro le sedi dei partiti della sinistra e delle realtà di movimento. Le questure vengono usate come luoghi sicuri, e da li provengono numerose delle informazioni a loro disposizione. Oltre la metà delle forze di polizia vota per Alba Dorata. Non è quindi una semplice casualità che Alba Dorata abbia raggiunto il 7% nelle ultime elezioni, quando nelle precedenti tornate non arrivava all'1%.
Noi non siamo in Grecia ma, nostro malgrado, viviamo in questa fase storica e come tale siamo pienamente coinvolti in tutto ciò che sta succedendo al suo interno.
Troppe le ramificazioni, troppe le connessioni europee tra organizzazioni neofasciste, troppe le attenzioni del neofascismo italiano per quanto sta succedendo con Alba Dorata, troppo nella storia intreccia il neofascismo nostrale con quello greco, troppe le similitudini per le conseguenze delle politiche di lacrime e sangue del Governo Monti.
Gli antifascisti greci non stanno certo a guardare e si organizzano nelle forme e nei modi più efficaci, mettendosi in gioco in prima persona, assumendosi nei confronti di Alba Dorata una responsabilità storica per il loro futuro e non solo. Subiscono ogni giorno attacchi a cui rispondono senza timore nonostante gli arresti e le torture subite nei commissariati.
Noi siamo al loro fianco. Raccogliamo l'invito dei compagni greci a mobilitarsi, a denunciare quanto sta succedendo, a creare momenti di solidarietà e lotta per sostenere la loro lotta contro Alba Dorata, la nostra lotta comune contro il fascismo.
Giovedì 8 Novembre ore 21.30
Iniziativa – Dibattito con la presenza di compagni/e e antifascisti greci al Cpa Firenze Sud
Sabato 17 Novembre ore 16.00
Manifestazione davanti al Consolato Greco – Via Cavour
Firenze Antifascista
lunedì 23 luglio 2012
26 luglio - Con Firenze Antifascista al Bagno Balena (Grassina)
Giovedi 26 luglio al Bagno Balena della Casa del Popolo di Grassina Firenze Antifascista organizza
una serata benefit per sostenere le spese legali degli antifascisti sotto processo.
A partire dalle ore 20.00 apericena; a seguire musica dj set con Mitra dj, Borroka dj firm, K-mad, Comandante, Lite bit.
Durante la serata sarà allestito un banchino con materiale informativo.
CONTRO IL FASCISMO CON OGNI MEZZO NECESSARIO
Il Bagno Balena si trova nei giardini della Casa del Popolo di Grassina, Piazza Umberto I 12, Grassina.
Fermata autobus 31
A partire dalle ore 20.00 apericena; a seguire musica dj set con Mitra dj, Borroka dj firm, K-mad, Comandante, Lite bit.
Durante la serata sarà allestito un banchino con materiale informativo.
CONTRO IL FASCISMO CON OGNI MEZZO NECESSARIO
Il Bagno Balena si trova nei giardini della Casa del Popolo di Grassina, Piazza Umberto I 12, Grassina.
Fermata autobus 31
giovedì 12 luglio 2012
19 luglio 2012 - Incontro con Emilio Quadrelli
"...La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa."
(Karl Marx)
Giovedí 19 luglio al CPAFiSud
ore 19.30 aperitivo
ore 20.30 cena popolare
ore 21.30 presentazione con la presenza dell'autore di Cogliere l'occasione. Genova 2001, Genova 2011 di Emilio Quadrelli, edizioni Quaderni di politica e classe.
(Karl Marx)
Giovedí 19 luglio al CPAFiSud
ore 19.30 aperitivo
ore 20.30 cena popolare
ore 21.30 presentazione con la presenza dell'autore di Cogliere l'occasione. Genova 2001, Genova 2011 di Emilio Quadrelli, edizioni Quaderni di politica e classe.
Il 13 luglio ci sarà a Roma la sentenza definitiva
della Cassazione per i 10 compagni e compagne imputati e condannati per
le giornate di Genova 2001.
Il processo di appello si è concluso con pene pesantissime, da 15 anni a 6 anni, per il reato di devastazione e saccheggio, e tutte le persone coinvolte rischiano di finire in galera.
Undici anni fa, dal 19 al 21 luglio 2001, 300.000 persone manifestarono contro il G8 a Genova, in migliaia e migliaia infransero la vetrina mediatica che gli 8 grandi della Terra usavano costruirsi ogni anno, si riversarono nelle strade e nei carrugi, si scontrarono con le forze dell'ordine poste a difesa della zona rossa dove si riunivano le delegazioni internazionali, mettendo in crisi la gestione politica di quelle giornate, mostrando al mondo la volontà di ribellarsi ad un sistema fondato sul dominio e sullo sfruttamento. Una volontà di rivolta che mise in crisi anche i tanti settori organizzati che parteciparono a quelle giornate, travolti anch'essi dalla durezza dello scontro, fuori da ogni precedente concertazione, incapaci di coglierne allora tutto il significato politico che anche il sistema e lo stato ne stavano dando. E nelle giornate successive tanti furono i distinguo e le prese di distanza, le divisioni forzose in "buoni" e "cattivi", che favorirono proprio la gestione politica che lo stato aveva dato e stava dando di quelle giornate.
Il sistema mise in campo infatti, fin nella preparazione delle manifestazioni, una gestione tutta improntata alla repressione, nella necessità allora di dare una risposta adeguata ad un movimento internazionale di opposizione al capitale che, pur in tante forme e con tante contraddizioni, stava crescendo e si stava imponendo.
Nelle strade e nelle piazze pestaggi e cariche indiscriminate, accanimento contro i compagni fermati, poi il massacro della scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, tragico epilogo di giornate cariche di una rabbia che comunque lo stato non era riuscito a contenere ed imbrigliare.
Le conseguenze di quelle giornate furono però anche cariche di dolore: dolore per morte di Carlo, per i tanti compagni e compagne fermati e picchiati, per come un'intera generazione di giovani militanti venne irrimediabilmente segnata da quanto successo. E, come detto, non furono certo di aiuto le tante prese di posizione di settori di movimento, più ansiosi di prendere le distanze dai cosiddetti black block, che di dare una risposta forte ai pestaggi ed alle torture, ad una gestione politica del G8 che vedeva coinvolti governo di centrodestra con il buon Fini in regia di comando proprio a Genova, e centrosinistra, che ha cogestito le giornate di Genova rifiutandone negli anni anche solo una discussione aperta.
Settori di movimento che, di conseguenza, sono anche responsabili della solitudine in cui sono rimaste le persone coinvolte nei processi per il G8, accusate appunto del reato di fascista provenienza di devastazione e saccheggio, reato che fino ad allora mai era stato utilizzato per reati di piazza legati a manifestazioni, e che tanti benpensanti pensavano non sarebbe riemerso dalle pieghe dell'ordinamento penale italiano. Ma, come è ovvio, questo è l'armamentario di difesa dello stato e del capitale quando si sente minacciato e non fa certo fatica a ritirarlo fuori e ad aggiornarlo.
Non saranno certo le condanne e la interdizione dai pubblici uffici per 5 anni di alcuni tra i massimi vertici della polizia, come il responsabile della mobile di Firenze Filippo Ferri o l'ex questore Luperi, a darci giustizia, la famosa giustizia per Genova, quella verità che le aule di nessun tribunale o sala cinematografica potrà restituirci. Come non saranno le sospensioni di qualche pedina, sebbene importante, che modificheranno il piano repressivo. Ne è prova tangibile la totale copertura che in questi anni ha contraddistinto l'azione delle forze politiche e degli organi di polizia nei confronti dei massacratori di Genova, gli avanzamenti di carriera e promozioni come per l'allora capo della polizia De Gennaro addirittura nominato sottosegretario del governo Monti! Vedremo quale sarà il prezzo da pagare per questa piccola soddisfazione: non ci stupiremmo se questo sarà la conferma delle condanne da parte della Cassazione nei confronti dei compagni/e sotto processo per i fatti di Genova.
Undici anni dopo abbiamo visto come l'effimero benessere dell'Occidente si è infranto di fronte ad una crisi che mostra tutta l'incapacità della gestione capitalista del mondo, abbiamo visto come tanti dei motivi che portarono a Genova centinaia di migliaia di persone fossero giusti e motivati.
E stiamo vedendo come anche oggi, per alcuni aspetti anche con più durezza, lo stato risponde a chi cerca di opporsi alle politiche di attacco alle condizioni materiali dei proletari, dai tagli alle pensioni, agli stipendi ed allo stato sociale, licenziamenti e spending review e tutto ciò che il sistema sta imponendo nel disperato tentativo di mantenersi: cariche ai lavoratori in sciopero, agli studenti che lottano per il diritto allo studio, imposizione con la forza militare ad un'intera valle delle scelte di devastazione ambientale in nome dell'Alta Velocità; e poi arresti, tanti arresti, e denunce per tutti coloro che non accettano tutto ciò e si pongono fuori dalle compatibilità, sempre più strette, imposte dal sistema. E proprio in questo clima si concluderà il processo ai manifestanti di Genova; perchè questo processo che materialmente colpisce solo dieci persone, vede tutti noi come imputati, tutti coloro che a Genova come in ogni altra parte, cercano di opporsi ad un modello capace solo di dare sfruttamento e repressione.
Noi non prendemmo le distanze e non facemmo distinguo allora, continuando a lottare e costruire opposizione, e tanto meno lo facciamo adesso, perchè continuiamo a pensare che Genova 2001 è stata anche nostra!
Solidarietà a tutti i compagni coinvolti!
Centro Popolare Autogestito Firenze Sud
Il processo di appello si è concluso con pene pesantissime, da 15 anni a 6 anni, per il reato di devastazione e saccheggio, e tutte le persone coinvolte rischiano di finire in galera.
Undici anni fa, dal 19 al 21 luglio 2001, 300.000 persone manifestarono contro il G8 a Genova, in migliaia e migliaia infransero la vetrina mediatica che gli 8 grandi della Terra usavano costruirsi ogni anno, si riversarono nelle strade e nei carrugi, si scontrarono con le forze dell'ordine poste a difesa della zona rossa dove si riunivano le delegazioni internazionali, mettendo in crisi la gestione politica di quelle giornate, mostrando al mondo la volontà di ribellarsi ad un sistema fondato sul dominio e sullo sfruttamento. Una volontà di rivolta che mise in crisi anche i tanti settori organizzati che parteciparono a quelle giornate, travolti anch'essi dalla durezza dello scontro, fuori da ogni precedente concertazione, incapaci di coglierne allora tutto il significato politico che anche il sistema e lo stato ne stavano dando. E nelle giornate successive tanti furono i distinguo e le prese di distanza, le divisioni forzose in "buoni" e "cattivi", che favorirono proprio la gestione politica che lo stato aveva dato e stava dando di quelle giornate.
Il sistema mise in campo infatti, fin nella preparazione delle manifestazioni, una gestione tutta improntata alla repressione, nella necessità allora di dare una risposta adeguata ad un movimento internazionale di opposizione al capitale che, pur in tante forme e con tante contraddizioni, stava crescendo e si stava imponendo.
Nelle strade e nelle piazze pestaggi e cariche indiscriminate, accanimento contro i compagni fermati, poi il massacro della scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, tragico epilogo di giornate cariche di una rabbia che comunque lo stato non era riuscito a contenere ed imbrigliare.
Le conseguenze di quelle giornate furono però anche cariche di dolore: dolore per morte di Carlo, per i tanti compagni e compagne fermati e picchiati, per come un'intera generazione di giovani militanti venne irrimediabilmente segnata da quanto successo. E, come detto, non furono certo di aiuto le tante prese di posizione di settori di movimento, più ansiosi di prendere le distanze dai cosiddetti black block, che di dare una risposta forte ai pestaggi ed alle torture, ad una gestione politica del G8 che vedeva coinvolti governo di centrodestra con il buon Fini in regia di comando proprio a Genova, e centrosinistra, che ha cogestito le giornate di Genova rifiutandone negli anni anche solo una discussione aperta.
Settori di movimento che, di conseguenza, sono anche responsabili della solitudine in cui sono rimaste le persone coinvolte nei processi per il G8, accusate appunto del reato di fascista provenienza di devastazione e saccheggio, reato che fino ad allora mai era stato utilizzato per reati di piazza legati a manifestazioni, e che tanti benpensanti pensavano non sarebbe riemerso dalle pieghe dell'ordinamento penale italiano. Ma, come è ovvio, questo è l'armamentario di difesa dello stato e del capitale quando si sente minacciato e non fa certo fatica a ritirarlo fuori e ad aggiornarlo.
Non saranno certo le condanne e la interdizione dai pubblici uffici per 5 anni di alcuni tra i massimi vertici della polizia, come il responsabile della mobile di Firenze Filippo Ferri o l'ex questore Luperi, a darci giustizia, la famosa giustizia per Genova, quella verità che le aule di nessun tribunale o sala cinematografica potrà restituirci. Come non saranno le sospensioni di qualche pedina, sebbene importante, che modificheranno il piano repressivo. Ne è prova tangibile la totale copertura che in questi anni ha contraddistinto l'azione delle forze politiche e degli organi di polizia nei confronti dei massacratori di Genova, gli avanzamenti di carriera e promozioni come per l'allora capo della polizia De Gennaro addirittura nominato sottosegretario del governo Monti! Vedremo quale sarà il prezzo da pagare per questa piccola soddisfazione: non ci stupiremmo se questo sarà la conferma delle condanne da parte della Cassazione nei confronti dei compagni/e sotto processo per i fatti di Genova.
Undici anni dopo abbiamo visto come l'effimero benessere dell'Occidente si è infranto di fronte ad una crisi che mostra tutta l'incapacità della gestione capitalista del mondo, abbiamo visto come tanti dei motivi che portarono a Genova centinaia di migliaia di persone fossero giusti e motivati.
E stiamo vedendo come anche oggi, per alcuni aspetti anche con più durezza, lo stato risponde a chi cerca di opporsi alle politiche di attacco alle condizioni materiali dei proletari, dai tagli alle pensioni, agli stipendi ed allo stato sociale, licenziamenti e spending review e tutto ciò che il sistema sta imponendo nel disperato tentativo di mantenersi: cariche ai lavoratori in sciopero, agli studenti che lottano per il diritto allo studio, imposizione con la forza militare ad un'intera valle delle scelte di devastazione ambientale in nome dell'Alta Velocità; e poi arresti, tanti arresti, e denunce per tutti coloro che non accettano tutto ciò e si pongono fuori dalle compatibilità, sempre più strette, imposte dal sistema. E proprio in questo clima si concluderà il processo ai manifestanti di Genova; perchè questo processo che materialmente colpisce solo dieci persone, vede tutti noi come imputati, tutti coloro che a Genova come in ogni altra parte, cercano di opporsi ad un modello capace solo di dare sfruttamento e repressione.
Noi non prendemmo le distanze e non facemmo distinguo allora, continuando a lottare e costruire opposizione, e tanto meno lo facciamo adesso, perchè continuiamo a pensare che Genova 2001 è stata anche nostra!
Solidarietà a tutti i compagni coinvolti!
Centro Popolare Autogestito Firenze Sud
domenica 1 luglio 2012
6 luglio 2012 - Serata Benefit per l'Iqbal Masih di Bologna
Il Circolo Iqbal Masih si trova a Bologna in via Barca 23: è un circolo
ARCI, ma prima di tutto è un luogo di socialità e politica, e per niente
uno spazio a finalità commerciale.
Dopo 28 anni di attività il proprietario dell'immobile dove ha sede l'Iqbal ha aumentato l'affitto in modo spropositato e dopo un contenzioso lungo più di un anno e mezzo è stato fissato per il 30 settembre il termine ultimo per abbandonare i locali.
E' in questo contesto che nasce Il Collettivo Iqbal, un'assemblea alla quale hanno preso parte tutti coloro che frequentano il posto: un'occasione importante per rinsaldare i rapporti umani e la condivisione tra le varie anime che frequentano il Circolo: un'esperienza che da l'idea di quale sia lo spirito che anima il posto, aperto a vari progetti politici che hanno bisogno di un luogo dove organizzarsi, ma anche punto di riferimento nel quartiere dal punto di vista dell'aggregazione e della socialità.
Luoghi come il Circolo Iqbal rappresentano un bene sociale irrinunciabile per il territorio perchè prima di tutto sono luoghi capaci di tenere insieme quei rapporti sociali che in periodi di così forte crisi tendono a sfilacciarsi.
Facciamo vivere il Circolo Iqbal Masih!
Partecipa alla campagna di sottoscrizione
per info circoloiqbalmasihbologna.noblogs.org
Venerdì 6 luglio al CPA fi-sud serata benefit
19.30 aperitivo
21.00 cena popolare
22.30 concerto con Iggy and his Booze (drink and roll) e Umbre de muri (tributo a de André e dintorni)
Dopo 28 anni di attività il proprietario dell'immobile dove ha sede l'Iqbal ha aumentato l'affitto in modo spropositato e dopo un contenzioso lungo più di un anno e mezzo è stato fissato per il 30 settembre il termine ultimo per abbandonare i locali.
E' in questo contesto che nasce Il Collettivo Iqbal, un'assemblea alla quale hanno preso parte tutti coloro che frequentano il posto: un'occasione importante per rinsaldare i rapporti umani e la condivisione tra le varie anime che frequentano il Circolo: un'esperienza che da l'idea di quale sia lo spirito che anima il posto, aperto a vari progetti politici che hanno bisogno di un luogo dove organizzarsi, ma anche punto di riferimento nel quartiere dal punto di vista dell'aggregazione e della socialità.
Luoghi come il Circolo Iqbal rappresentano un bene sociale irrinunciabile per il territorio perchè prima di tutto sono luoghi capaci di tenere insieme quei rapporti sociali che in periodi di così forte crisi tendono a sfilacciarsi.
Facciamo vivere il Circolo Iqbal Masih!
Partecipa alla campagna di sottoscrizione
per info circoloiqbalmasihbologna.noblogs.org
Venerdì 6 luglio al CPA fi-sud serata benefit
19.30 aperitivo
21.00 cena popolare
22.30 concerto con Iggy and his Booze (drink and roll) e Umbre de muri (tributo a de André e dintorni)
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