giovedì 29 settembre 2011

Solidarietà al Collettivo Precari Atesia

Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai compagne ed alle compagne del COLLETTIVO PRECARIATESIA e dell’ ACCCP (Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà) sotto processo a Roma per le loro mobilitazioni nell'anno 2006. Quella del collettivo PrecariAtesia è stata uno dei più importanti esempi di vertenza sul lavoro, riuscendo ad incidere non solo sul proprio luogo ma in tutta Italia. La loro lotta ha investito tutti gli aspetti più generali legati ad un momento di pesante ristrutturazione del mercato del lavoro, divenedo patrimonio comune di tutti coloro che ne subiscono le conseguenze. Non stupisce quindi che la repressione, anche a distanza di tempo, si accanisca ancora, così come avviene del resto verso tanti altri lavoratori, studenti, compagne e compagni che si oppongono ad un sistema capitalista in piena crisi.
Abbiamo conosciuto i compagni e le compagne del collettivo in varie iniziative anche a Firenze, ribadiamo la nostra solidarietà e la nostra disponibilità ad organizzare delle iniziative di sostegno, politico ed economico.

CPA Firenze Sud

venerdì 23 settembre 2011

1989-2011: i ventidue anni del CPA Firenze Sud

Sabato 24 settembre al CPAFiSud si festeggiano ventidue anni di lotte e autogestione: dalla Grifeo alla Ex Longinotti, oggi in via Villamagna.

A partire dalle 20.00 aperitivo e cena popolare; a seguire, Borroka DJ Firm in concerto.

domenica 18 settembre 2011

Fonte santa, 2011 - 2011ko Iturbegi Saindua

Diciassette e diciotto settembre 2011. Centinaia di persone -oltre cinquecento, se si contano soltanto i commensali serviti di griglia e di vin rosso- hanno festeggiato con la Brigata Sinigaglia il sessantasettesimo anniversario della Liberazione di Firenze. Il CPAFiSud ha contribuito, con la competenza e con la professionalità che da più di vent'anni rappresentano una costante nel comportamento dei suoi attivisti, alla logistica di un appuntamento che non soltanto ha sempre rappresentato una ricorrenza fissa, ma che trova consensi che crescono negli anni in modo palpabile e continuo.
La partecipazione all'iniziativa non conosce battute di arresto ed arriva da tempo ad interessare i rappresentanti di almeno quattro generazioni in una vera festa popolare che si ostina a vivere di passaparola, di lavoro assiduo, di condivisione e di autogestione.

"La lotta partigiana è stata resa possibile dall'organizzazione e dalla presenza del Partito Comunista; noi, che s'era tutti figli o comunque parenti di antifascisti, s'era già attestati su Monte Morello il nove di settembre del 1943. Si era trenta o trentacinque. Con l'inverno ci si ridusse in venti; erano durissimi gli inverni lassù. A primavera si arrivò a essere trecentocinquanta, arrivò un gruppo di quarantacinque che ci portò gli Sten e le munizioni. C'erano due gruppi, uno comandato da Lanciotto [Ballerini] e l'altro comandato da Folgore [Bruno Bini]. Il trentuno di luglio del 1944, dopo che se n'era passate di tutte, anche imboscate e soffiate, Gambalesta [Loder Pirro] mi disse che il giorno dopo si doveva esser dentro Firenze, ordine del CLN, per congiungerci con la Brigata Sinigaglia. Si passò per le fogne degli ospedali e s'arrivò in piazza Leopoldo; si dormì, quella notte, nei rifugi antiaerei che c'erano. Quello che è successo dopo lo dice la storia..."

Leandro Agresti, Brigata Lanciotto


"Io a questa giornata ci verrò sempre: bastone o non bastone, gambe o non gambe. Lo ripeto e la faccio breve perché non sono retorico: noi si vinse una battaglia. Ma la guerra è lunga e spetta a voi, ora. Noi si parte, ma ci sono bambini che arrivano! Ne ho visti tanti, proprio qui mentre mi guardavo attorno! A loro noi si passa il testimone, di quella Resistenza che fu per la pace e per la giustizia. Vi ringrazio e vi saluto ancora."

Giuliano "Saturno" Martelli

domenica 11 settembre 2011

Undici settembre

«Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli. »

(Henry Kissinger, a proposito dell’elezione di Salvador Allende in Cile)

mercoledì 7 settembre 2011

17 e 18 settembre 2011 - Con la Brigata Sinigaglia in Fonte Santa


Sabato 17 settembre 2011
15.00 Camminata sui sentieri partigiani
20.00 Cena con grigliata
A seguire, concerto con Malasuerte Fi Sud e Kalamu

Domenica 18 settembre 2011
12.30 Pranzo della Brigata Sinigaglia
A seguire, canti popolari e di lotta con Il Menestrello

Tutte le iniziative si svolgeranno alla Casina di Fontesanta: da San Donato in Collina (Bagno a Ripoli) seguire a destra per Parco di Fontesanta. Per info e prenotazioni: fontesanta@inventati.org

C'è chi decise di tradire mettendosi al servizio dell'occupante nazista e di repubbliche fantoccio, di essere complice dei peggiori eccidi che la nostra storia ricordi, di torturare, di sparare dai tetti della nostra città contro civili inermi. E c'è chi decise invece di combattere per la libertà e la giustizia, per l'uguaglianza, in clandestinità, nelle città come nei boschi e le montagne, convinto che solo assumendosi il peso della lotta si può sperare, oggi come ieri, in una società migliore.
E' il loro testimone che abbiamo racolto. Al loro fianco continueremo a camminare verso la libertà.

Antifascisti/e, Parenti e Partigiani della Brigata Sinigaglia

domenica 4 settembre 2011

Sullo sciopero generale del 6 settembre 2011

C’è crisi? Il capitalismo non può avere la cura, perché è la malattia.
Sono mesi che sentiamo parlare di “crisi”, della “necessità di tornare a crescere”, di “modernizzazione”, di “sacrifici nell’interesse della nazione”. Concetti che ci parlano di problemi da risolvere sulla base di un fantomatico “interesse comune”. E’, però, chiaro che quando la coperta è troppa corta, se copri da una parte, scopri dall’altra e governanti, padroni e media tentano sempre di coprire se stessi.

La ricetta è semplice: privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.

Con la scusa dell’urgenza e dell’instabilità, industriali e banchieri ne approfittano per proseguire nell’opera di privatizzazione delle imprese statali e di svendita dei beni pubblici, per cancellare lo Statuto dei Lavoratori, per derogare al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (applicando, di fatto, il “modello FIAT” di Marchionne a tutti i settori), per licenziare più facilmente (abolendo per decreto l’art.18), per innalzare l’età pensionabile e, con la scusa di un finto rilancio della produttività, abolire le festività nazionali non religiose come il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno. Si tenta di distruggere per sempre diritti acquisiti con anni di dure lotte, smantellando quel che resta dello stato sociale.
Il problema non risiede nella crisi, ma nel sistema economico da cui scaturisce.
Non sarà un mutamento di governo che cambierà la situazione: chi sfrutta in nome del profitto, delocalizza in cerca di manodopera ricattabile a minor costo, reprime, scatena guerre, specula e inquina in nome del mercato e della concorrenza, appartiene, infatti, ad entrambi gli schieramenti.

Non sono Lorsignori che devono spiegarci la crisi e farcela vivere dalle colonne dei loro giornali o dalle immagini dei loro programmi televisivi. Sappiamo benissimo quali sono i luoghi dove subiamo lo sfruttamento, che siano l’ufficio, il cantiere o la fabbrica e conosciamo per nome e cognome i nostri aguzzini, pronti oggi a chiederci lo straordinario e domani a darci il ben servito.
Sappiamo che è all’interno della scuola e dell’università che veniamo progressivamente privati della coscienza critica e “formati” in modo tecnico e nozionistico, abituati all’egoismo e alla concorrenza, privati degli spazi di socialità e collettivizzazione.
Sappiamo quali sono i servizi di cui è privo il nostro quartiere o quelli che ieri c’erano e oggi non ci sono più.
Lavoro, Scuola, Università e Territorio: spazi all’interno dei quali rilanciare il nostro protagonismo perché solo così saremo capaci di far fronte comune all’attacco che stiamo subendo.
In questo contesto non è un caso che il taglio dei 28 miliardi delle spese militari non sia argomento di discussione: la guerra, domani più di quanto non sia stata in passato, sarà la logica prosecuzione della politica, non solo nei teatri di guerra dove sfrecciano i caccia e avanzano i carri armati, ma anche sui nostri territori.
In quest’ottica è necessario riallacciare quei legami che stanno tentando in ogni modo di distruggere: esprimiamo quindi la nostra solidarietà al CoBas della Richard-Ginori ed in particolare ai tre lavoratori colpiti da provvedimento disciplinare con la sospensione dal lavoro, “rei” di aver messo in cattiva luce l’azienda, così come a tutti coloro che sono colpiti dalla repressione. Nella fase attuale, ancor più di prima, è necessario, infatti, diffondere ed organizzare la solidarietà.
Non saremo al fianco né dell’industriale che lavora per accrescere il suo profitto, né di governi che chiamano al sacrificio nazionale, né del sindacato accondiscendente al padrone.
Saremo al fianco di chi lotta per cambiare questa realtà, di chi subisce questa crisi in ogni aspetto della sua vita, di chi questo sistema non lo vuole riformare, ma abbattere.

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi Fiorentini, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, Fondo Comunista.