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venerdì 28 giugno 2013

Lunedi 1 luglio ore 17.30 in Piazza San Lorenzo

LUNEDÌ 1 LUGLIO ORE 17.30 PIAZZA SAN LORENZO

MANIFESTAZIONE CONTRO GLI ABUSI IN DIVISA!


A qualche giorno dalla denuncia dell’aggressione alla Stazione, fatta da Ornella De Zordo in Consiglio Comunale, i fatti sono ancora più chiari.

Per ammissione stessa del Comune la sera di giovedì 13 giugno era in corso un’operazione antiabusivismo del Nucleo antidegrado di Polizia Municipale di Firenze. Come questa operazione si sia compiuta è ormai tristemente noto. Così come appare sempre più chiaro che, da varie testimonianze ed avvenimenti accaduti, questa è la modalità “normale” di un nucleo speciale all'interno dei vigili, che gode di una sua impunità e che risponde direttamente al comandante Manzione ed al Sindaco Renzi. La responsabilità politica di quanto accaduto ricade su chi, in nome della lotta al degrado, nella città di Firenze, la città che ha vietato anche i lavavetri, ha permesso e continua a permettere che possano agire “corpi speciali” dedicati quasi esclusivamente alla caccia all'immigrato, le cui pratiche sono inevitabilmente violente e repressive.

Il deputato Pd e capogruppo in Consiglio Comunale Bonifazi (ma i doppi incarichi?), dice che i toni usati da Firenze Antifascista non fanno bene alla città e delegittimano le istituzioni; quello che non fa bene alla città, dove l’anno scorso un fascista ha sparato nei mercati rionali ai venditori ambulanti, è la retorica della lotta al degrado, gli allarmi sicurezza, l’uso dei corpi speciali per contrastare fenomeni sociali. E se si deve fare chiarezza, come detto dall'assessore Saccardi, bene: si inizino a visionare le telecamere della stazione a disposizione del Comune; e poi, ci saranno degli ordini di servizio, magari anche un verbale dell’intervento? Chi e perché aveva deciso di effettuare quell’operazione, chi erano i due anziani che guidavano la squadra… Vogliono nuovi elementi e nuovi testimoni? Anche quelli ci sono! Basterebbe chiedere conto alla GEST – l’azienda che gestisce la tramvia – per sapere chi fosse in servizio quella sera e cosa ha visto e se anche i loro controllori, così come avviene in ATAF, vengono affiancati alle forze di polizia per determinate operazioni di controllo o rastrellamento che dir si voglia.

Tante sono le domande cui il Comune potrebbe rispondere per fare chiarezza, tante le domande che i giornalisti potrebbero porre all’amministrazione, se solo vi fosse l’interesse reale a fare chiarezza, invece di inseguire un ragazzo che ha avuto solo il coraggio di denunciare quanto aveva visto.

E a chi si stupisce vogliamo ricordare quanti italiani o immigrati, sono usciti senza vita dalle carceri, dalle celle di sicurezza delle caserme e delle questure o a causa di pestaggi subiti per strada: Lonzi, Aldrovandi, Cucchi e Uva per fare alcuni esempi tristemente noti, Youssef Ahmed Sauri e Rhimi Bassem per ricordare i due ragazzi morti nelle celle di sicurezza della Questura di Firenze.

Lunedì 1 luglio manifesteremo dal Mercato di San Lorenzo fin sotto le finestre del Comune in Piazza della Signoria; la Firenze Antifascista, insieme alle comunità di immigrati ai movimenti cittadini, agli studenti, sarà in piazza contro gli abusi in divisa e in solidarietà con le vittime della violenza poliziesca, per rompere il silenzio che circonda le storie di chi subisce le violenze e gli abusi in divisa.


Sciogliere il reparto antidegrado
della Polizia Municipale di Firenze!

BASTA ABUSI IN DIVISA!

Firenze Antifascista

giovedì 20 giugno 2013

Basta Abusi in Divisa

Basta abusi in divisa!
Stop police violence!
Stop à la violence de la police!
Basta de violencia policial!

Il "reparto antidegrado" della Polizia Municipale di Firenze di giorno insegue i cosiddetti "abusivi" e gli ambulanti nei mercati fiorentini, controllando documenti e sequestrando merci.
Alla sera alza il livello organizzando pestaggi in un clima di impunità.
Questo è il risultato di anni di campagne elettorali e mediatiche incentrate sul tema della "sicurezza" e della "lotta al degrado".
I colpevoli siedono nella giunta comunale fiorentina e primo fra tutti è il sindaco Renzi. Colpevole è il comandante della Polizia Municipale e il Reparto Antidegrado... e non vengano a dirci che si tratta di alcune mele marce: esiste una catena di comando che legittima, ordina e delega questo tipo di operazioni!

Solidarietà alle vittime della violenza poliziesca.
Lunedi 1 luglio ore 17.30
Manifestazione
Da San Lorenzo a Piazza della Signoria


Firenze Antifascista

mercoledì 12 giugno 2013

Taksim Tahrir olacak! Piazza Taksim come Piazza Tahrir


AL FIANCO DELLA RIVOLTA TURCA
FERMARE SUBITO LA REPRESSIONE
LIBERTA' PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI
VIA IL GOVERNO ERDOGAN

GIOVEDI' 13 GIUGNO MANIFESTAZIONE
ALLE ORE 18:30 A PORTA ROMANA
CON CORTEO SOTTO IL CONSOLATO TURCO

Dopo quasi due settimane di mobilitazione a Istanbul ed in tutto il paese, con cortei e presidi duramente repressi dalla polizia turca, il governo Erdogan ha dichiarato guerra ai manifestanti, promettendo “tolleranza zero”. Nella notte tra martedì e mercoledì è stata sgomberata Piazza Taksim, occupata da migliaia di persone e simbolo della rivolta.
Oltre 2000 gli arresti, 5000 feriti e 4 i morti: questo il triste bilancio di due settimane di rivolta, in cui sono scese in piazza tante componenti della società turca, dalle forze sindacali e della sinistra ai nazionalisti kemalisti, da giovani studenti a settori delle tifoserie di calcio; uniti contro le politiche portate avanti da un decennio dal governo islamista di Erdogan.
Dopo oltre 40 anni di repressione verso le forze kurde e della sinistra rivoluzionaria turca, con la privazione dei più elementari diritti, l’incarcerazione dei suoi leader, stragi indiscriminate di civili in nome della guerra al PKK, la violenza dello stato turco si riversa oggi verso le rivolte che stanno scuotendo una società in crisi profonda, rivelando, se ve ne fosse bisogno, il carattere autoritario della democrazia.
E’ importante e necessaria una mobilitazione internazionale al fianco delle forze della sinistra turche e kurde, a favore delle rivendicazioni di Piazza Taksim, per una comune lotta contro le politiche di sfruttamento e repressione portate avanti in tutto il globo per la tutela degli interessi del capitale.
Portiamo la protesta sotto le sedi del governo turco, facciamo appello a tutte le organizzazioni anticapitaliste e antifasciste ad aderire e partecipare al presidio che si terrà: 
 
 GIOVEDI' 13 GIUGNO MANIFESTAZIONE
ALLE ORE 18:30 A PORTA ROMANA
CON CORTEO SOTTO IL CONSOLATO TURCO


Cpa fi-sud
PCL
Collettivo studentesco Rivoluzionario
Movimento di lotta per la Casa
Rete dei Collettivi fiorentini

venerdì 7 giugno 2013

8 giugno 2013: manifestazione antifascista

SABATO 8 GIUGNO
MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
ALLE ORE 15.30
DAVANTI ALL’ESSELUNGA
DI VIA DI NOVOLI

https://www.facebook.com/events/575404699148842/

Sabato 8 giugno Forza Nuova ha lanciato un presidio a Novoli. La Firenze Antifascista sarà in piazza perché crediamo sia indispensabile negare ai fascisti ogni spazio di agibilità politica.
Riteniamo che gli abusi commessi sui minori a “Il Forteto” rappresentino qualcosa di vergognoso e infame, ma altrettanto lo è l'utilizzo propagandistico che i fascisti ne stanno facendo in termini di visibilità proprio come in questo caso.

Sarà anche l’occasione per manifestare solidarietà nei confronti degli 8 antifascisti condannati venerdì scorso dal tribunale di Pontassieve a 3 mesi e al risarcimento di 2500 euro proprio a Forza Nuova per aver impedito ai fascisti di diffondere materiale xenofobo a Rignano sull’Arno nel 2009.
Sarà poi sicuramente un momento per ricordare Clément Méric, dell'età di 19 anni, ucciso mercoledì scorso a Parigi da un gruppo di fascisti, ed esprimere solidarietà e vicinanza ai suoi familiari, ai suoi amici e compagni di lotta.

FUORI I FASCISTI DA FIRENZE!
SOLIDARIETÀ ANTIFASCISTA INTERNAZIONALE!

Firenze Antifascista

giovedì 18 aprile 2013

4 maggio 2013: in piazza contro la repressione. Solidarietà per chi lotta!

Alle 15.30 concentramento in Largo Annigoni, a seguire corteo per le vie della città e ritorno in piazza.

Dalle ore 18.30 in Largo Annigoni
BAR, CIBO E BEVANDE A PREZZI POPOLARI

INTERVENTI E CONTROINFORMAZIONE

Alle 20.30 CONCERTO con:
MALEDUCAZIONE ALCOLICA (Tuscia Ska)
+ GUESTS

Il 4 maggio del 2011 a Firenze ha inizio l'operazione di polizia coordinata dal Gip Rocchi, che portava a diverse perquisizioni ed ai primi arresti nei confronti di diversi militanti del movimento. Un'inchiesta costruita sull'applicazione dell'associazione a delinquere alle lotte politiche e sociali a cui si sommava la contestazione di altri reati: manifestazione non autorizzata, resistenza, oltraggio, danneggiamento, occupazioni, in relazione alle mobilitazioni contro la presenza dei fascisti in città, contro la possibile apertura di un CIE in Toscana, a difesa della scuola e dell'università pubblica o durante manifestazioni di solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in altri processi.
Il 13 giugno, a seguito di diverse iniziative di solidarietà, il Gip dette il via alla seconda fase dell'operazione per un totale di 35 misure cautelari tra arresti -uno in carcere e gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma, con ben 86 compagni sotto processo.
Esattamente due anni dopo, il 3 maggio 2013, al tribunale di Firenze è fissata la prima udienza del primo grado del maxiprocesso contro il movimento fiorentino che vede come parte attiva al fianco dell’accusa anche le cosiddette “parti civili”: digos e polizia, Confindustria, leghisti e fascisti.
Ma come già accennato questo non è l’unico processo in corso a Firenze.
Ci sono processi che riguardano le mobilitazioni contro la guerra in Libia, contro il sottoattraversamento dell’Alta Velocità e in solidarietà con la Val Susa, altri ancora per azioni e mobilitazioni antifasciste o che riguardano la lotta per il diritto alla casa, dalle occupazioni alla difesa dagli sfratti. Alcuni di questi processi hanno già visto condanne nei vari gradi di giudizio o addirittura per decreto penale, formula per la quale la condanna è emessa direttamente durante le indagini preliminari. In alcuni casi aspettiamo a breve l’esito di nuove sentenze, altri processi invece sono appena iniziati o solo minacciati come in occasione delle recenti contestazioni studentesche al Senato Accademico contro l’entrata dei privati nel Consiglio d’Amministrazione e la presenza di Visco in Università.
Militarizzazione di interi territori come a Niscemi, a L'Aquila e in Valsusa; inchieste, processi e arresti a carico di centinaia di militanti; condanne pesanti, in un contesto di profonda desolidarizzazione, come per i fatti di Genova del 2001 e dei più recenti arresti per gli scontri del 15 ottobre a Roma con l'utilizzo del reato di devastazione e saccheggio; cariche della polizia, crumiraggio, intimidazioni, fogli di via e licenziamenti contro i lavoratori più attivi nelle lotte sui posti di lavoro e i compagni solidali con queste mobilitazioni. Questa è la situazione che abbiamo davanti in tutta Italia e di fronte alla quale non è possibile tacere. Crediamo quindi che la data del 4 maggio, a due anni esatti dall’inizio dell’operazione repressiva, il giorno successivo alla prima udienza del primo grado, debba essere un momento per manifestare la Solidarietà nei confronti dei compagni coinvolti in questo processo così come in tutti gli altri, perchè la repressione non abbia la possibilità di agire nel silenzio, cercando di accrescere la consapevolezza rispetto ai meccanismi e gli strumenti che lo Stato utilizza per colpire chi sta già lottando e respingere nel “privato” tutti coloro che alle lotte si stanno avvicinando oggi, affinché nessun compagno si senta e resti solo davanti alla repressione.
Invitiamo quindi tutte le realtà politiche e sociali a fare proprio questo appello rilanciando e partecipando al corteo e all’iniziativa di piazza del 4 maggio a Firenze…per continuare a lottare ed estendere la Solidarietà.

Promuovono:
CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FI-SUD
COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE
CANTIERE SOCIALE CAMILLO CIENFUEGOS
CSA NEXT EMERSON
RETE DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI FIORENTINI
COLLETTIVO SCIENTIFICO AUTORGANIZZATO
COLLETTIVO STUDENTESCO RIVOLUZIONARIO

sabato 16 marzo 2013

16 marzo 2013 - A Milano per Dax

La notte del 16 marzo 2003 a Milano, Davide Cesare, per i compagni DAX, veniva ucciso da tre neofascisti con oltre dieci coltellate. Un altro compagno veniva gravemente ferito da altre sette coltellate alla schiena. Era l'inizio della “notte nera di Milano”.
Dopo le coltellate dei fascisti infatti arrivarono le provocazioni delle forze dell'ordine che culminarono nei pestaggi all'ospedale San Paolo dove una ventina di compagni vennero caricati e brutalmente pestati, sotto gli occhi attoniti del personale medico. Insulti, cariche, pestaggi con mazze da baseball, il tutto giustificato poi con l'assurdo motivo che i “compagni di Dax volevano trafugare la salma”.
Come Firenze Antifascista parteciperemo al corteo del 16 Marzo 2013 a Milano raccogliendo l'appello fatto dai compagni e dalle compagne di Dax: “A distanza di dieci anni dall’omicidio fascista di Davide ‘Dax’ Cesare, le strade di Milano torneranno a riempirsi di migliaia di compagne e compagni da tutta Italia sotto due parole d’ordine estremamente chiare: Antifascismo e Anticapitalismo...” (http://daxvive.info/)
Ricordare Dax significa ricordare un compagno, un antifascista, un militante che aveva scelto da che parte stare. Per questo il corteo vedrà la partecipazione di compagni/e e realtà impegnate quotidianamente nelle lotte per la casa, nell'internazionalismo, nella difesa dei territori, nella lotta al razzismo, ai CIE e alla repressione. Perchè Dax vive nelle lotte!

SABATO 16 MARZO 2013
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA E ANTICAPITALISTA
ore 15.00 PIAZZA XXIV MAGGIO - MILANO

PULLMAN DA FIRENZE
PARTENZA ORE 9:00 TEATRO TENDA

PRENOTAZIONI E INFO:3889537974
MAIL: firenzeantifascista@yahoo.it

Con DAX nel cuore

FIRENZE ANTIFASCISTA

domenica 10 marzo 2013

Il corteo antifascista del 9 marzo 2013

Il 9 marzo circa 1500 persone hanno preso parte al corteo di Firenze Antifascista.
Il corteo è partito verso le 15.30 da piazza S.Marco dietro allo striscione unitario “Firenze è Antifascista” e si è snodato per le strade del centro città. Molti gli interventi dal microfono: studenti, lavoratori, militanti dei centri sociali e partigiani si sono alternati rilanciando la mobilitazione antifascista.
Importante la presenza delle sezioni dell'ANPI e l'intervento dal microfono di Silvano Sarti “Pillo”, presidente dell'ANPI provinciale.
Anche quest'anno Firenze ha dato un'ottima risposta alla vergognosa e misera presenza dei neofascisti in piazza.
Da sottolineare ancora una volta la militarizzazione della città: viali chiusi e transennati e centinaia di agenti in assetto antisommossa per difendere un gruppuscolo di fascisti che evidentemente questa città non vuole: poche decine di persone per un corteo nazionale disertato anche dalla stessa Meloni danno il senso del loro isolamento e della loro superflua presenza in città.
Il corteo si è chiuso con il ricordo del compagno DAX, il lancio del corteo nazionale di sabato prossimo a Milano e l'appuntamento del prossimo 25 aprile in piazza S.Spirito a Firenze.
Una nota a margine per chiarire che se due militanti del PD si sono sentite di lasciare il corteo la responsabilità non è da ricercarsi nella coerenza degli organizzatori ma nelle evidenti contraddizioni che questo partito esprime riguardo all’antifascismo.

Firenze Antifascista
 

giovedì 7 marzo 2013

8 e 9 marzo 2013: iniziative e concerti al CPAFiSud

 Venerdi 8 marzo

Torna al cpa uno dei migliori gruppi europei della scena i grandi DI MAGGIO CONNECTION con il loro Surf /Rockabilly.
Questo power trio, mixa con grande energia e con una magistrale tecnica strumentale tutte le facce piu’ selvagge del R’n’R, Psychobilly-Core, NeoSurf-Rock, con un tocco di Hardknocking Swing, una miscela esplosiva... The Di Maggio Connection.
Leader e fondatore della band, Marco Di Maggio, esponente di punta della scena R’n’R internazionale e considerato dalla stampa specializzata come uno tra i migliori chitarristi mondiali.
A seguire No rules dj che ci farà scatenare a suon di rock and roll!!!

Sabato 9 marzo

Firenze Antifascista organizza un corteo antifascista con partenza dalle 15.00 in Piazza San Marco.

A seguire al CPA fi-sud
ore 21.00 cena popolare
ore 23.00 inizio dance hall con BANPAY CREW

Rispettiamo il posto e i suoi occupanti NO Spaccio NO Droghe pesanti

sabato 23 febbraio 2013

9 marzo 2013 - Corteo antifascista


OGGI COME IERI, CONTRO IL FASCISMO
CON OGNI MEZZO NECESSARIO


Anche quest’anno i neofascisti hanno convocato la loro marcetta nostalgica per ricordare i cosiddetti “martiri delle foibe”. Il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 dal Governo Berlusconi, è indubbiamente diventato un appuntamento di propaganda per tutti i gruppi dell’estrema destra: l’utilizzo di avvenimenti circoscritti nello spazio e nel tempo ed estrapolati dal loro contesto, è chiaramente funzionale al tentativo di riscrivere la storia, equiparando Partigiani e repubblichini e spostando l’attenzione su un falso storico (le foibe) per cercare di coprire i crimini commessi dai fascisti sia durante il ventennio che nel dopoguerra.
Abbiamo sempre parlato dell’attualità dell’antifascismo e dei suoi valori, di quanto fosse importante la battaglia contro quel revisionismo che oggi sta diventando programma politico: non ci stupiscono quindi quelle dichiarazioni che, soprattutto in campagna elettorale, vorrebbero dipingere il fascismo come una rivoluzione che migliorò le condizioni delle classi popolari.
Niente di più falso. La presa del potere da parte del fascismo fu la sintesi dell’accordo tra liberali, padroni e banchieri, appoggiati dalla monarchia e dall’esercito, spaventati dall’avanzata delle forze socialiste. L’enfasi data oggi alle politiche sociali del fascismo non è altro che una stortura populista: l’Italia fascista si mosse come fecero altri paesi capitalisti, preparandosi dal punto di vista economico e sociale al colonialismo e la realtà fu quella di un popolo ridotto alla fame e al silenzio, costretto alla guerra nella produzione industriale prima e al fronte poi.
Chi decise di non abbassare la testa o più semplicemente non rispondeva ai canoni imposti dal fascismo venne purgato, pestato, torturato o fucilato. Altri vennero mandati al confino o direttamente deportati nei campi di concentramento.
Mussolini gestì da dittatore ogni tipo di opposizione, mettendo al bando qualsiasi libertà associativa, sindacale e politica mentre le organizzazioni dei lavoratori furono messe fuori legge. Secondo il fascismo, padroni e operai, avendo gli stessi interessi (sic!), avrebbero dovuto collaborare per il bene della nazione. E’ impressionante, quanto tutto questo, sebbene in forme, modi e tempi diversi, sia pericolosamente simile al nostro presente: basti pensare al “modello Marchionne” applicato in FIAT e che si sta allargando a tutto il mondo del lavoro e alla società in genere.
A liberarci dal fascismo furono i Partigiani sostenuti anche dal sostanziale appoggio dei contadini nelle campagne e degli operai nelle città. A liberarci furono quei compagni e compagne che non riuscirono a costruire la società che avrebbero voluto, ma che continuando a lottare anche nell’immediato dopoguerra passarono il testimone alle generazioni future.
Sin da subito lo Stato democratico si mostrò non meno incline all’uso della forza e della violenza poliziesca contro quei movimenti che soprattutto negli anni ’60 e ’70 dettero vita alle lotte che condussero alle conquiste di quei diritti che oggi ci stanno togliendo. In quegli anni, ancora una volta, in funzione antioperaia e antipopolare, i neofascisti furono la manovalanza di cui lo Stato si servì per piazzare le bombe sui treni e nelle piazze, per compiere stragi e omicidi, attaccare cortei e picchetti.
Ma i rapporti tra neofascisti e apparati dello Stato non si sono mai interrotti continuando a svilupparsi anche all’interno delle istituzioni democratiche tanto che negli ultimi vent’anni, abbiamo assistito al continuo sdoganamento di forze politiche, simboli e retaggi culturali dichiaratamente fascisti.
Inutile poi stupirsi o indignarsi se i fascisti fanno i fascisti: non c’era bisogno di un’inchiesta dei ROS di Napoli per ricordare quale fosse la loro natura. A ricordarcelo ci sono le aggressioni agli studenti in piazza Navona, l’assassinio del compagno Dax e la strage di piazza Dalmazia a Firenze, ma la lista sarebbe lunghissima.
Adesso però i neofascisti cercano addirittura il salto di qualità: non più manovalanza per il “lavoro sporco”, ma di nuovo, possibile alternativa di governo agli occhi di quel blocco sociale che faceva riferimento a PDL e Lega Nord.
Tutto questo, può apparire ad oggi, in Italia, come lontano e poco plausibile, ma sottovalutare quest’opzione sarebbe un errore. Si tratta di processi che possono subire accelerazioni improvvise e ciò che sta accadendo in Grecia con il partito di Alba Dorata deve suonare come campanello d’allarme. Mai abbassare la guardia.
Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo a scendere ancora una volta in piazza per ribadire che in questa città per i neofascisti non c’è spazio e per denunciare che l’agibilità politica di cui godono è solo l’effetto della complicità delle istituzioni cittadine e soprattutto dell’impunità e della protezione che ogni volta la Questura riserva loro.

SABATO 9 MARZO CORTEO ANTIFASCISTA
ORE 15.00 IN PIAZZA SAN MARCO

 

Da più parti, soprattutto in questa campagna elettorale, si moltiplicano le dichiarazioni che dipingono il fascismo come un movimento rivoluzionario che durante il ventennio ebbe a cuore la politica sociale e migliorò le condizioni dei lavoratori. Niente di più falso. Questo scritto nasce proprio dall'esigenza di combattere sin da subito questo ennesimo tentativo di riscrivere un pezzo della nostra storia...la storia della classe lavoratrice.

FASCISTI E LAVORO…COME TI SFRUTTO MEGLIO!

Del fascismo conosciamo la natura dittatoriale, prevaricatrice, razzista e colonialista. Sappiamo anche che, dopo la prima guerra mondiale, nelle cicliche crisi del sistema capitalista i fascisti hanno sempre avuto un ruolo di complici nella negazione delle differenze di classe, con continui richiami “all'unità nazionale”, sia nella repressione delle lotte più avanzate dei lavoratori. Ma di contro, troppo spesso, dimentichiamo ciò che abbiamo ereditato dal fascismo in campo economico, lavorativo e sociale. La Carta del lavoro del 1927 è il punto di arrivo del percorso che il fascismo ha iniziato nel '22 mettendosi completamente a servizio del capitale industriale e della borghesia italiana.
Chi si ricorda, per esempio, che i contratti d'area e i salari differenziati tra regione e regione sono state una precisa richiesta degli industriali a Mussolini nel 1928? Non è forse questo uno dei cavalli di battaglia di alcuni sindacati di stato e di "illustri riformatori" come Monti e Ichino?
Diamo un occhio al comma 2 e 3 della Carta del Lavoro del 1927:
II - Il lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche, manuali, è un dovere sociale. A questo titolo, e solo a questo titolo, è tutelato dallo Stato. Il complesso della produzione è unitario dal punto di vista nazionale; i suoi obiettivi sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale.
III - L'organizzazione sindacale o professionale è libera. Ma solo il sindacato legalmente riconosciuto e sottoposto al controllo dello Stato, ha il diritto di rappresentare legalmente tutta la categoria di datori di lavoro o di lavoratori, per cui è costituito: di tutelare di fronte allo Stato e alle altre associazioni professionali gli interessi; di stipulare contratti collettivi di lavoro obbligatori per tutti gli appartenenti alla categoria; di imporre loro contributi e di esercitare, rispetto ad essi, funzioni delegate di interesse pubblico.
Non si nota una certa assonanza tra il corporativismo fascista e la politica concertativa?
Vogliamo poi ribadire, con alcune date, la parabola “rivoluzionaria” del fascismo:
• 26 Ottobre del 1922. Alla vigila della “marcia su Roma” una delegazione della Confindustria guidata da Alberto Pirelli si reca da Benito Mussolini alla redazione del giornale “Popolo d'Italia”. Gli fanno presente che sarebbe gradito un intervento diretto del movimento fascista per risolvere “...i gravissimi danni derivanti dallo stato di confusionismo anarchico in cui versa il Paese.”
• 24 e 25 Maggio 1920. Dopo la bastonata elettorale del 1919 e in pieno Biennio Rosso, Cesare Rossi, vicesegretario del movimento fascista, durante il secondo congresso di Milano nel suo intervento detta la linea del movimento “rivoluzionario”: “...Dal momento che il proletariato sposa la causa del socialismo, non ha diritto alla nostra indulgenza...nell'attuale scontro tra proletariato e borghesia noi dobbiamo stare con la borghesia aiutandola a diventare interprete dei bisogni nazionali...il fascismo deve essere il partito della borghesia produttiva e professionale.”
I “rivoluzionari” fascisti non hanno fatto altro che da collante tra il grande capitale industriale-finanziario e la borghesia nazionale. Prima della presa del potere le sue milizie, con la complicità dello Stato, hanno garantito il graduale smantellamento delle poche conquiste che il proletariato era riuscito ad ottenere durante il biennio rosso. Nel momento in cui i fascisti prendono direttamente il potere, si mette in moto il progetto della formazione di un "nuovo" Stato con a capo il Partito unico della borghesia. In questo contesto si arriva alla stesura della “Carta del Lavoro” nel 1927, quando il Fascismo si fa Stato, che in campo economico e sociale affossa definitivamente qualsiasi tentativo di rivendicazione di un modello collettivista. Proprio a questo serve la “moderna” forma del corporativismo che mette al centro l'interesse dello Stato e quindi l'interesse di chi lo Stato sosteneva: padroni, banchieri e borghesi...i capitalisti!

martedì 12 febbraio 2013

Basta tagli alla sanità!



Il 14 febbraio 2013 alle 21.30 i sindacati di base della sanità ed ospedalieri incontrano gli abitanti di Firenze Sud per spiegare le conseguenze dei tagli di governo e regione ai servizi sanitari.

DIFENDIAMO LA SANITÀ PUBBLICA!
SABATO 16 FEBBRAIO ALLE ORE 15.00
IN PIAZZA S. MARCO

Tagli a servizi sanitari, ambulatori di quartiere che spariscono, liste infinite per prendere un appuntamento per un'analisi o una visita, aumento dei ticket sanitari, per i medicinali, ospedali dove i pazienti vengono posteggiati e talvolta visitati negli stessi corridoi.
Dopo anni di accorpamento dei servizi sanitari, sempre meno a misura di cittadino, che obbligano anziani e non a spostarsi per accedervi, dopo anni di carrozzoni mangiasoldi, come la Società della Salute che hanno solo moltiplicato dirigenti e peggiorato i servizi, la famosa Spending Review del governo Monti, il salvatore della patria, mette una pietra tombale su un diritto sacrosanto come quello di essere curato nel modo migliore, in strutture adeguate e con sufficiente personale che possa provvedervi.

Un personale fatto di lavoratori e lavoratrici ormai ridotti all'osso, che devono oltretutto farsi carico della devastante situazione che si vive giorno per giorno nella corsia di un ospedale, in una residenza o ambulatorio; molti dipendenti di aziende esterne come cooperative e aziende di servizi, mal pagati e con turni massacranti.
Invece di investire le risorse disponibili si preferisce cedere ai privati, come le Misericordie o società spesso facenti parte di grandi gruppi, la risposta ai bisogni di chi, suo malgrado, deve usufruire di analisi e visite, provvedere alla cura di un anziano o di un disabile, al di là dell'impegno di chi ogni giorni ci lavora.
Si chiudono residenze per anziani e disabili come a San Salvi, la RA Demidoff in San Niccolò, la Residenza S.Agnese, presidi come Santa Rosa, Ognissanti, La Cupola, Via Chiantigiana, che si aggiungono alla oramai storica mancanza di un ambulatorio nel Q3 e alla prossima chiusura del distretto di Piazza della Costa a cui gli abitanti sembrano rassegnati, per poi vendere ai privati le strutture per far cassa, avviando un processo che toglie ai poveri, chi dei servizi ne ha bisogno, per regalare ai ricchi appetibili strutture immobiliari.
Ma di togliere a chi ha non se ne parla mai e quando se ne parla è solo per nascondere ciò che toccherà a noi.

Come Cpa Fi-Sud pensiamo che qualsiasi ulteriore vendita dei “gioielli di famiglia”, da San Salvi alla Scuola Don Facibeni, alla Villa di Rusciano, come la dismissione di servizi per darli al privato, non sia la cura ma l'aggravamento della malattia. Basterebbe sospendere la Tav, il Sottoattraversamento di Firenze, per mantenerle pubbliche, per avere le risorse statali, regionali e locali per i servizi sanitari, in attesa di ribaltare definitivamente la logica del profitto.

Un ampio fronte di forze sindacali e politiche sganciate da interessi di partito o “parrocchia” ha lanciato una lotta per ribaltare la situazione descritta e lancia per il giorno 16 Febbraio una giornata di mobilitazione con manifestazione sotto la Regione Toscana in Via Cavour.

Sarebbe un grande errore sottostare in silenzio quando giorno per giorno vediamo diminuire i servizi, dismettere importanti pezzi di patrimonio pubblico e quanto rimane dalle ruberie e regalie di una classe politica che vorrebbe far continuare a pagare a noi, direttamente e indirettamente, i costi della crisi, mentre le diseguaglianze aumentano e i ricchi, come avvoltoi, approfittano del momento per diventare sempre più ricchi. Noi non ci stiamo e per questo lottiamo.

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

venerdì 8 febbraio 2013

Teramo, 9 febbraio 2013

Come compagni e compagne del Centro Popolare Autogestito Fi-sud riteniamo importante esprimere la nostra solidarietà nei confronti dei compagni condannati e arrestati per i fatti del 15 ottobre 2011. E' del 7 gennaio la condanna in primo grado a 6 anni per sei compagni accusati di devastazione e saccheggio, resistenza pluriaggravata e tentato omicidio nei confronti del conducente del blindato dato alle fiamme. A Roma quel 15 ottobre c'eravamo tutti e non siamo disposti a lasciare che questi compagni vengano utilizzati come capri espiatori da quello stesso apparato repressivo che già all'indomani del corteo ha orchestrato decine e decine di perquisizioni in tutta Italia.

sabato 15 dicembre 2012

Comunicato di Firenze Antifascista sulla giornata del 13 dicembre 2012


Ieri in tanti, nonostante il freddo e il giorno lavorativo, hanno riempito piazza Dalmazia rispondendo all'appello della Comunità Senegalese. Una piazza che dalle 17 ha continuato a crescere fino alle 18, orario in cui era convocato il corteo della Firenze Antifascista.Un corteo osteggiato dalle forze istituzionali e dalla quasi totalità dei firmatari dell'appello per il presidio di piazza Dalmazia. Troppi i rischi di essere additati tra quelli che denunciano da tempo le responsabilità di istituzioni, Comune in testa, e magistrati.
Un corteo aperto invece da decine di giovani senegalesi che hanno voluto ricordare Samb e Diop insieme a tutti quei compagni che praticano l'antifascismo ogni giorno, in cui più di 1000 persone hanno sfilato per le strade del quartiere, ribadendo la solidarietà agli antifascisti condannati per i fatti di via della Scala e al compagno Stefano accoltellato a Milano, ricordando Dax e tutti i compagni uccisi per mano fascista, parlando a chi si affacciava alle finestre, a chi usciva dai negozi, a chi si è unito al corteo strada facendo.Ancora una volta sono stati posti i pesanti e inquietanti interrogativi che rimangono senza una risposta dopo la chiusura formale dell'inchiesta su Casseri: per fascisti, istituzioni, Procura e Questura ha agito da solo ed essendo morto, non se ne parli più. Ancora una volta è stato denunciato il trattamento verso i feriti, cui viene negato persino il ricongiungimento familiare; ed ancora una volta, al di là delle dichiarazioni di facciata di un Rossi, è stata ribadita l'esigenza della chiusura delle sedi fasciste. Sicuramente questo sono tra i motivi per cui il corteo di Rifredi è stato completamente rimosso dalle notizie girate dai giornali e dalle TV locali insieme al fatto che l'anniversario della strage fascista doveva esser ridotta ad un evento serale, al massimo ad una parentesi che si apriva e si chiudeva nel giro di una giornata, i contenuti ridotti ad un generico razzismo invece di ribadire la caratterizzazione fascista della strage. Gli interventi in piazza da parte dei vari rappresentanti non sono andati oltre a generici richiami all'unità e alla non strumentalizzazione politica. Cosa più di questo è strumentalizzazione politica? Evidentemente la necessità della pace sociale è più forte del bisogno di verità e giustizia, dei valori dell'antifascismo e della necessità di estirpare fin da subito questo tumore, i fascisti, dalla nostra società.Invece no. Noi ci siamo mobilitati ieri e continueremo a farlo domani perché i fascisti in città ci sono ancora e perché sarà importante continuare a togliere loro spazi e agibilità politica, contrastandone le iniziative e chiudendone le sedi: a dirlo in piazza eravamo tanti e sono gli stessi umori che molti ci hanno manifestato durante il volantinaggio davanti ai cancelli del Mandela Forum.
In una fase di crisi come quella attuale, mentre ai lavoratori viene imposto un totale asservimento alle esigenze del capitale, il fascismo torna a bussare alle porte degli stati europei e attraverso partiti, gruppi e associazioni si candida come alternativa di governo per contrastare le lotte popolari: è la storia, anche recente, a insegnarcelo, basti guardare alla Grecia e ad Alba Dorata.In momenti come questo non vi sono mezze misure, mediazioni o equilibrismi che tengano: o si sta da una parte o si sta dall'altra.Lo Stato oggi aiuta i fascisti in diversi modi: copertura, impunità, finanziamenti, repressione degli antifascisti e propaganda. Ma non è certo da meno chi per opportunismo e calcolo politico cerca di isolare e denigrare coloro che nell'antifascismo oltre che un valore vedono una pratica quotidiana continuando a lottare per una società che superi disuguaglianze, guerra e sfruttamento.Se ne facciano una ragione le istituzioni, se ne facciano una ragione tutti coloro che hanno miseramente provato a sostenere il loro gioco.

ORA E SEMPRE ANTIFASCISTI!
Firenze Antifascista

Firenze, 14 dicembre 2012




lunedì 3 dicembre 2012

Non è la trama di un film. Qualche domanda sulla strage fascista del 13 dicembre

Firenze, un anno fa, 13 dicembre del 2011. Un fascista pistoiese di nome Casseri, ben conosciuto negli ambienti dell’estrema destra e militante di Casapound, spara contro alcuni lavoratori senegalesi in Piazza Dalmazia ed in San Lorenzo: due di loro muoiono, altri tre, di cui uno ancora in ospedale quasi immobilizzato, rimangono feriti. Il neofascista viene raggiunto in un parcheggio sotterraneo dalla polizia e lì muore (Si spara? Gli sparano?).
La prima preoccupazione di polizia, stampa e fascisti è di descrivere Casseri come un folle isolato; quella del triste prefetto Padoin è di prevenire “le possibili violenze degli antagonisti” e di proteggere le sedi fasciste!!
L’abitazione fiorentina dove era ospitato Casseri viene perquisita ma è trovata completamente vuota e ripulita da tutto! Basta un mese per chiudere le indagini: Casseri ha agito da solo, è un folle razzista, e non parliamone più!
No, noi vogliamo parlarne ancora, non bastano le conclusioni di Questura e Procura, non basta la targa del Comune che parla di gesto di un folle razzista, che scagiona tutti dalle proprie responsabilità; secondo noi è stato il gesto organizzato di un neofascista ben introdotto; e ci poniamo alcune domande: chi ha completamente ripulito la casa dove abitava Casseri? Che fine ha fatto il suo PC? Quali sono stati gli ultimi contatti del fascista? Che porte aprono le numerose chiavi ritrovate a Casseri? Perché un “folle razzista” era dotato di porto d’armi? Chi è lo psicoterapeuta dove era stato mandato Casseri? Quali sono i veri e forti legami tra la Questura di Pistoia ed i neofascisti di Casapound e Forza Nuova?
A queste domande non sono mai state date risposte dai sempre solerti investigatori, pronti a perseguire decine di antifascisti ma sempre proni nel coprire e proteggere le organizzazioni fasciste.
Non facciamo dietrologia, ma la storia d’Italia è segnata dal legame tra neofascisti, stato e servizi vari, tanto bene evidenziato dalla strage fascista del dopoguerra che ha inaugurato la strategia della tensione: la strage del 12 dicembre del ’69 a Milano; non ci si può, quindi, non porre queste domande.
D’altra parte va sottolineato il clima di odio ed intolleranza che le istituzioni hanno fomentato, e continuano a fomentare, nelle nostre città: l’immigrato è il diverso da colpire, responsabile del “degrado”, dell’illegalità e dell’insicurezza, capro espiatorio per una società in cui le vere sicurezze, casa, lavoro, sanità, istruzione, sono sempre più in discussione per le politiche dei vari governi degli ultimi 20 anni. Bastano poi pochi mesi al Comune di Firenze per riposizionare i cartelloni che evidenziano in un cerchio rosso un gruppo di senegalesi titolandolo ABUSIVI: gli stessi cartelli che erano stati tolti in fretta e furia all’indomani della strage per mascherare le proprie responsabilità. Del resto nemmeno viene concesso il permesso ai familiari del ragazzo ferito gravemente di poter venire in Italia, negando il ricongiungimento, lasciandolo abbandonato in un letto d’ospedale.
E che fine hanno fatto le roboanti dichiarazioni del Governatore Rossi sulle sedi fasciste? Niente, i fascisti continuano ad avere agibilità politica nelle nostre città, a Firenze hanno aperto una sede guarda caso proprio accanto alla Questura; il sindaco Renzi sostiene il “diritto” di Casapound ad avere sedi e di manifestare, i fascisti vengono lasciati sfilare tranquillamente a Roma come in altre città. Questo mentre in Europa, dalla Grecia all’Ungheria, il fascismo si ripropone, finanziato e coperto da Stati e classi dominanti, come possibile risposta alla crisi economica, politica, sociale e culturale, che stiamo vivendo, facendo proprio della caccia all’immigrato il cavallo di battaglia.
E così, mentre gli antifascisti finiscono in carcere e processati a decine, mentre gli immigrati continuano ad essere repressi, ad un anno di distanza dalla strage, possiamo dire che niente è cambiato; che, oggi come ieri, il fascismo va combattuto perché rappresenta una possibile opzione reazionaria per lo Stato, non certo un residuo del passato.
Ad un anno di distanza da quel tragico 13 dicembre, saremo ancora nelle piazze, nel nostro territorio, per dire che giustizia non è fatta, che queste istituzioni non ci rappresentano, che noi l’antifascismo non lo deleghiamo, noi lo pratichiamo, per dire ancora MAI PIU’ stragi fasciste, MAI PIU’ fascisti e razzisti.

CHIUDIAMO I COVI FASCISTI SUBITO!

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE ALLE ORE 17.00 PRESIDIO IN PIAZZA DALMAZIA
ORE 18.00 PARTENZA DEL CORTEO ANTIFASCISTA PER LE VIE DEL QUARTIERE

Firenze Antifascista

giovedì 22 novembre 2012

Andiamo a salutare Elsa Maria Fornero!


E' confermata la presenza del

Ministro Fornero


giovedì 22 novembre a Firenze.

Andiamo a salutarlo!



Dalle 17.30
presidio davanti all'Istituto Stensen
di viale Don Minzoni!
Cobas Firenze - Cub Firenze - Usb Firenze

martedì 20 novembre 2012

20 novembre: Mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese

Martedì 20 novembre 2012, dalle ore 17:30 alle 20:00 a Firenze in Piazza della Repubblica.

Per rivendicare il diritto alla vita del popolo di Gaza, contro l’operazione militare israeliana “Pilastro di Sicurezza” che, con continui bombardamenti dal cielo, da terra e dal mare, sta distruggendo le strutture e infrastrutture palestinesi dell’area, e si rende responsabile di un lungo elenco di morti – bambini, donne e civili innocenti –vittime extra-giudiziarie di “assassini mirati” o di “effetti collaterali.”Ci opponiamo a che una competizione elettorale interna allo Stato di Israele si traduca in una tragedia immane per il popolo palestinese.Affermiamo il fatto che il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza su località israeliane è la logica conseguenza del disumano e illegittimo blocco imposto da Israele a Gaza, della rovina di ogni attività produttiva, dell’immiserimento della popolazione e dell’incubo connesso alle sistematiche aggressioni omicide delle forze militari israeliane, e non la giustificazione per il loro intervento.Esigiamo che il Presidente Napolitano, il primo ministro Monti e il ministro degli esteri Terzi non parlino in nostro nome quando si dichiarano solidali con Israele e giustificano la sua aggressione militare omicida come un “diritto alla difesa”.Consideriamo il loro atteggiamento come espressione di un asservimento dell’Italia alla logica dell’illegittimità, della sopraffazione e della violenza portata avanti dallo Stato di Israele su scala internazionale, la cui unica prospettiva è quella di una catastrofe bellica dalle devastanti proporzioni.Rivendichiamo il rispetto del diritto internazionale e umanitario da parte di tutti e che non ci siano Stati, come Israele, che ne siano esentati per sensi di colpa, ricatti o criminali alleanze.

giovedì 15 novembre 2012

17 novembre 2012. Firenze: manifestazione al consolato greco di via Cavour

Sabato 17 Novembre ore 16.00
Manifestazione davanti al Consolato Greco – Via Cavour

Il pamphlet Fascismo e antifascismo nella Grecia della crisi è stato presentato nel corso dell'iniziativa - dibattito svoltosi al CPAFiSud l'8 novembre 2012.

Fascismo e antifascismo nella Grecia della crisi

sabato 20 ottobre 2012

No Monti day - Manifestazione a Roma il 27 ottobre 2012

SABATO 27 OTTOBRE – ore 14.30
IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA A ROMA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO MONTI ED IL SUO GOVERNO
Partenza pullman da Firenze ore 8.00 dal teatro tenda
Per prenotazioni ed informazioni 3889537974
Sabato 27 ottobre saremo in piazza a Roma per il corteo contro Monti, il suo governo e chi lo appoggia, contro le politiche di tagli e sacrifici che sta imponendo, nella prima manifestazione nazionale da quando si è insediato il governo dei banchieri e dei tecnici - No Monti Day - organizzata da tutto il sindacalismo di base, da varie forze politiche e sociali, il Comitato No debito, centri sociali, associazioni e comitati per i beni pubblici...
Ad un anno dalla sua formazione il governo che doveva salvare l'Italia, appoggiato dai partiti maggiori, dai media principali e, di fatto, non osteggiato affatto dai sindacati confederali, ha mostrato in modo chiaro il suo ruolo di aguzzino a favore della classe dirigente italiana ed internazionale.
L'oscena controriforma delle pensioni, i tagli continui alla sanità, alla scuola ed all'università, ai trasporti, l'attacco ai salari diretti ed indiretti, hanno portato allo spostamento continuo di risorse dai lavoratori a padroni, banche e parassiti vari che continuano ad arricchirsi alle spalle di chi continua a fare sacrifici quotidiani.
La politica del governo è proseguita poi, fregandosene di referendum e sovranità popolare, con la vendita del patrimonio pubblico, le privatizzazioni dei servizi e le politiche di esternalizzazione, tutti provvedimenti volti a favorire i grandi gruppi industriali e finanziari italiani ed internazionali.
Fino all’ultima attuale legge di stabilità che, con lo specchietto per le allodole della mossa populista della diminuzione di un punto IRPEF, colpisce in realtà in profondità i redditi bassi con l’aumento IVA, il blocco delle detrazioni (finanche per i genitori disabili!!!), ed ancora ulteriori tagli alla sanità ed all’istruzione.
Roboanti sono gli echi degli scandali delle regioni, dal Lazio alla Lombardia, ma ancora una volta la corruzione della politica è utilizzata in funzione reazionaria, portando di fatto alla legittimazione dei vari finti tecnici prestati alla politica.
E non poteva mancare certo, in uno stato di crisi come quello attuale, la prosecuzione ed accentuazione delle politiche repressive: arresti contro militanti politici e sociali, inchieste, denunce, divieti e manganelli hanno fatto da base per la criminalizzazione e delegittimazione per chiunque metta in discussione la giustezza di queste politiche, con attacchi arroganti e violenti contro chi ha osato contestare il governo di tecnici.
In quest’ultimo anno numerosi sono stati i momenti di mobilitazione locale o settoriale, la protesta dei lavoratori delle fabbriche in crisi, dall’ALCOA all’ILVA, alle altre piccole o grandi aziende in cassa integrazione od in via di dismissione per delocalizzazioni o altro; abbiamo visto numerosi ancora una volta i lavoratori salire su una gru o su un tetto per rivendicare i propri diritti ed urlare la propria disperazione, in un gesto estremo già di per simbolo dell’isolamento in cui i lavoratori si trovano.

Proprio per questo sabato 27 ottobre saremo a Roma, perché è finalmente un momento nazionale di lotta contro le politiche di tagli e sacrifici; saremo a Roma per rivendicare ancora diritti e dignità, servizi veramente pubblici ed universali; e saremo a Roma per manifestare la nostra solidarietà a tutti i compagni in carcere e sotto inchiesta per le manifestazioni NO TAV e del 15 ottobre del 2011, per i compagni condannati a decine di anni di carcere per i fatti del g8 di Genova 2001 come per tutti coloro coinvolti nelle varie inchieste in tutta Italia

Centro Popolare Autogestito Firenze sud

mercoledì 10 ottobre 2012

27 ottobre 2012 - Milano: in ricordo di Giovanni Ardizzone


In piena "crisi dei missili" il 27 ottobre del 1962 la Camera del Lavoro di Milano organizzò, come in tante altre città italiane, una grande manifestazione di protesta contro l'aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba. Dopo il discorso del Segretario della CGIL si formò un corteo che sfilò per le vie del centro storico milanese. I manifestanti alzavano cartelli e striscioni, scandivano parole d'ordine e canzoni politiche: "Indipendenza per Cuba", "Cuba sì, yankee no", "Pace, Pace", "Disarmo", "Fuori le basi nordamericane"... Dopo l'arrivo del corteo in Piazza del Duomo,il Comando della Polizia dette l'ordine di disperdere i manifestanti pacifisti. Il Terzo Battaglione della Celere, corpo speciale di intervento anti-manifestazioni giunto appositamente da Padova, iniziò i caroselli con le jeep. Le camionette cariche di poliziotti si gettarono deliberatamente contro la testa del corteo, investendo lo studente Giovanni Ardizzone (davanti all'antica Loggia dei Mercanti, di fronte al Duomo di Milano) e poco dopo altri due manifestanti: il muratore Nicola Giardino di 38 anni, e l'operaio Luigi Scalmana di 57 anni. Giovanni Ardizzone morì nello stesso pomeriggio in ospedale.

Nessuna distanza riuscirà a separare i cuori di chi lotta contro un sistema che fa dell'ingiustizia sociale la sua bandiera, utilizzando tutte le armi a sua disposizione per frenare la possibilità che gli sfruttati prendano possesso della propria capacità di cambiare le cose. Queste armi sono l'oblio della memoria, il revisionismo, le divisioni interne e la repressione in tutte le sue forme, ma tutto ciò non basta. La forza di chi è sfruttato a liberarsi dalle catene è così grande da spingere lo Stato ad utilizzare qualsiasi strumento a sua disposizione... ecco quindi il momento in cui i fascisti rialzano la testa prepotentemente, riprendendo il potere, uccidendo e dividendo.
Dimenticare ciò che è successo a Giovanni, a Carlo, a Dax, e a tanti altri compagni sarebbe un delitto tanto quanto accettare lo sfruttamento e la precarietà, tanto quanto la rassegnazione e l'accettazione del male di questo Sistema.

Sabato 27 ottobre tutti a Milano
alla manifestazione nazionale in ricordo di Giovanni Ardizzone

Circolo 26 Julio Italia-Cuba, CPAFiSud, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

lunedì 25 giugno 2012

24 giugno 2012: "...E se tocchi il CPA parte la bambola!"

Anche la festa di San Giovanni del 2012 ha visto gli attivisti del CPAFiSud mobilitarsi sui ponti fiorentini, come già successo con ottimo riscontro nel 2010 e nel 2011.
E se tocchi il CPA parte la bambola è uno slogan che non invecchia mai e che finì a suo tempo in un brano degli Attaccabrighe: il nostro modo per far intendere quanto poco siano graditi gli intenti di un certo boiscàut rottamatore e ruspista.



martedì 19 giugno 2012

Venerdi 22 giugno - Sciopero di tutti i lavoratori per l'intera giornata

Contro la riforma del lavoro che prevede: lo smantellamento dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori e l'introduzione dei licenziamenti facili; l'eliminazione dell'indennità di disoccupazione e della mobilità lunga.
Contro la riforma delle pensioni.
Contro l'aumento delle tasse (IMU, IRPEF...) e i tagli ai servizi sociali.
Contro le scelte di deindustralizzazione della Toscana e di delocalizzazione delle produzioni: non più una fabbrica chiusa, non più un licenziamento!
Contro lo smantellamento dei servizi pubblici e la privatizzazione-liberalizzazione dei beni comuni.
Contro la repressione che colpisce chi si oppone e si ribella.

Manifestazione

Partenza ore 9.30 dalla Richard Ginori

(Sesto Fiorentino)


USI-AIT Firenze, CUB, Movimento di Lotta per la Casa, Cobas Lavoro Privato, Cobas Pubblico Impiego, Cobas Sanità Toscana, CPAFiSud, Collettivo Politico di Scienze Politiche, nEXt Emerson, Cantiere Sociale K100Fuegos, Comitato Comunista Toscano.