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mercoledì 15 maggio 2013

16 maggio 2013 - Paesi Baschi. Un muro di solidarietà

Alle ore 20.30 cena popolare

Alle ore 21.30 collegamento in diretta con il Ponte di Ondarroa dove da giorni la Solidarietà di un intero paese nei confronti della compagna Urtza Alkorta, accusata di "collaborazione con ETA", sta impedendo che gli apparati repressivi portino a termine il suo arresto.
Un momento di informazione e solidarietà per dare il nostro contributo, per quanto piccolo, all'allargamento della Solidarietà Internazionale.
Durante la serata video e foto sul "muro di solidarietà" di Ondarroa e su quello di qualche settimana fa a Donostia che per giorni ha impedito l'arresto di altri 8 giovani accusati in quel caso di militare in un’organizzazione giovanile – Segi - messa fuori legge da Madrid con l’accusa di sostenere l’ETA.

PRESOAK ETXERAT!

giovedì 9 febbraio 2012

16 febbraio 2012 - Iniziativa No TAV

Giovedi 16 febbraio al CPAFiSud, alle 20.30 cena popolare.
Alle 21.30 iniziativa e dibattito con un rappresentante di AHT Gelditu!, movimento basco contro il TAV, ed un rappresentante dei Comitati No TAV della Val di Susa.
L'iniziativa è organizzata da EHL Firenze e CPAFiSud in occasione della settimana di solidarietà internazionale con il popolo basco. In solidarietà con il Movimento No TAV e tutti i compagni colpiti dall'operazione repressiva del 26 gennaio scorso. Verso il corteo nazionale del 25 febbraio in Val di Susa.

mercoledì 8 febbraio 2012

10 febbraio 2012 -Serata per Euskal Herriaren Lagunak Firenze

In preparazione della Settimana di Solidarietà Internazionale con il Popolo Basco Euskal Herriaren Lagunak Firenze organizza con il CPA fi-sud una serata di autofinanziamento.

Venerdì 10 febbraio al CPAFiSUd alle ore 21.30 cena popolare; a seguire concerto con JAGUARIBE (samba-raggae dalla Val di Pesa) e CANTINERO (ska da Lecco).

lunedì 23 maggio 2011

Euskal Herria, amministrative 2011: la sinistra abertzale secondo partito

Clamoroso exploit nelle elezioni amministrative basche per le forze della sinistra indipendentista, ripresentatesi dopo anni di assenza forzata per le Ilégalizaciones dirette da Madrid con tutti i pretesti possibili.
L'areale di Batasuna ha dato vita a Bildu insieme ai socialdemocratici indipendentisti di EA e ai fuoriusciti di Izquierda Unida. Bildu ha ottenuto uno storico 22%, un punto percentuale in meno del primo partito, il PNV dei nazionalisti conservatori. Bildu è anche la forza che ottiene il maggior numero di consiglieri (più di mille e cento, un risultato incredibile), risultando essere la più votata in decine di comuni (tra cui quello di Donostia) e conquistando in alcuni di essi la maggioranza assoluta.

domenica 20 febbraio 2011

Il 19 febbraio di solidarietà con il Paese Basco

"...La prima cosa da dire, è che lo stato spagnolo pratica la tortura in maniera sistematica ed abituale".

Le cifre di uno dei principali laboratori repressivi dell'Unione Europea sono impressionanti. Oltre settecento prigionieri politici, trentamila persone che nei trent'anni successivi alla fine di un franchismo che non ha avuto alcuna Norimberga sono passate per le carceri del Regno. L'incontro con Etxerat, ospitato dal CPAFiSud nell'ultima giornata fiorentina della settimana di solidarietà con il Paese Basco, ha portato all'attenzione delle decine di intervenuti quale sia la traduzione pratica delle ilegalizaciones di Madrid, fatte apposta per far terra bruciata attorno ai prigionieri politici, indicare chiaramente che chi si azzarda anche soltanto a criticare il potere costituito è atteso dalla stessa fine, e provocare la completa smobilitazione sociale dell'indipendentismo basco in ogni sua accezione.

La giornata ha offerto una doppia esibizione di txalaparta, una di quelle cene popolari da cento e più persone per le quali il CPAFiSud è noto da ventun anni ed il programmato concerto dei Linea e dei Claxon.

mercoledì 24 novembre 2010

27 novembre 2010: serata per i prigionieri politici baschi ed Askapena

Sabato 27 novembre al CPAFiSud Euskal Herria non cammina da sola - Serata di solidarietà per Askapena e per i prigionieri politici.
Aperitivo e cena a partire dalle 19.30 al Covo.
Interverrà un militante di Askapena.
Il ricavato andrà a sostenere le spese dei compagni baschi di Askapena arrestati lo scorso 28 settembre.

La polizia nazionale spagnola all’alba di martedì 28 settembre ha dato il via ad un’operazione repressiva arrestando 7 militanti dell’Organizzazione Internazionalista Basca Askpapena.
Come Euskal Herriaren Lagunak – Comitati di Amicizia con il Paese Basco – vogliamo esprimere anzitutto la nostra solidarietà ai compagni arrestati, ai loro amici e familiari.
Proprio con l’organizzazione Askapena ormai da anni stiamo portando avanti un lavoro di informazione e sostegno alla lotta del popolo basco per la propria indipendenza; di denuncia sulle decine e decine di arresti di militanti baschi, sull’illegalizzazione e chiusura dei partiti, delle organizzazioni, delle radio e dei giornali della sinistra indipendentista; di solidarietà ai prigionieri politici e ai loro familiari.
Ormai da diverso tempo Askapena era stata fatto oggetto di una campagna di criminalizzazione per mezzo di diversi quotidiani e periodici che la indicavano come l’organizzazione impegnata nei rapporti internazionali per conto di ETA: proprio il capo d’accusa con cui il giudice Pablo Ruz – degno erede di Garzon, il padre del teorema “todo es ETA” – ha ordinato il loro arresto.
In questo momento 5 compagni si trovano ancora rinchiusi nelle carceri spagnole, mentre altri due sono stati rilasciati sotto cauzione.
Ciò che vogliamo denunciare è anche il significato di tale retata in questa fase politica: “questa operazione – come riportato nel comunicato diffuso da Askapena - non è altro che l'ennesimo attacco contro il processo che si sta ponendo in marcia nel Paese Basco. Lo Stato spagnolo invece di offrire una soluzione politica e democratica, utilizza unicamente i mezzi repressivi e sta provando a sabotare il cammino intrapreso. In tal senso, l'implicazione e la solidarietà esistente per il raggiungimento di una soluzione democratica si sono convertite in un problema per lo Stato spagnolo che vuole fermarle.”
Infine vogliamo sottolineare che il nostro cammino a fianco di Euskal Herria non si ferma certo qui, ma anzi, andrà avanti con più impegno e determinazione di prima proseguendo nell’organizzazione di incontri, dibattiti, presidi e manifestazioni di solidarietà con il popolo basco: le stesse iniziative che hanno portato molti di noi a conoscere alcuni dei compagni che sono stati arrestati durante questa retata.

Ecco gli indirizzi dei 5 compagni di Askapena incarcerati. Facciamogli sentire la nostra solidarietà!

Haritz Ganboa: Centro Penitenciario Madrid IV Ctra. N-V, km. 27,7 28600 Navalcarnero
Walter Wendelin: Establecimiento penitenciario Madrid VII, Carretera M 241, Km 5, 750, 28595 Estremera
David Soto: Centro Penitenciario Madrid V Ctra. Comarcal 611, km. 37,6 28770 Soto del Real (Madrid)
Gabi Basañez: Centro Penitenciario Madrid II - Meco, Carretera Meco (M-121), 5, 28805 Alcala De Henares
Unai Vázquez: Centro Penitenciario Madrid VI Crtra. Nacional 400, km. 28 28300 Aranjuez

Rete italiana dei Comitati di Amicizia con il Paese Basco

domenica 3 ottobre 2010

Solidarietà ai militanti di Askapena


დართლო თუშეთი საქართველო აგვისტო 2010

Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai 7 militanti di Askapena arrestati martedì 28 settembre, ai loro familiari ed amici.
I compagni sono accusati di far parte dell'apparato internazionale di ETA. Subito dopo l'arresto sono stati portati a Madrid dove il giudice Pablo Ruz ha confermato, dopo averli sentiti nella giornata di giovedì, i capi d'accusa per tutti loro: Gabi, Unai, Walter, Dabid e Haritz, rimangono in prigione mentre Ruben e Itxaso escono rispettivamente con 10mila e 5mila euro di cauzione.

Un atto gravissimo che:
- Attacca Askapena in quanto organizzazione internazionalista e con essa la solidarietà che in questi anni è stata pratica a sostegno della lotta del popolo basco per l'indipendenza ed il socialismo.
- Rappresenta la continuità nella politica repressiva delle organizzazioni della sinistra indipendentista basca nel chiaro tentativo di impedire il processo di trasformazione di cui sono portatrici.

Euskal Herria non cammina da sola!
Euskal Presoak Euskal Herrira!

Centro Popolare Autogestito Firenze-Sud
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

Walter, Gabi, Unai, Itxaso, Lekuona, Ruben David e Aritz liberi subito!


EHL Italia comunica quanto segue.

La polizia nazionale spagnola all’alba di martedì 28 settembre ha dato il via ad un’operazione repressiva arrestando 7 militanti dell’Organizzazione Internazionalista Basca Askpapena.
Come Euskal Herriaren Lagunak – Comitati di Amicizia con il Paese Basco – vogliamo esprimere anzitutto la nostra solidarietà ai compagni arrestati, ai loro amici e familiari.
Proprio con l’organizzazione Askapena ormai da anni stiamo portando avanti un lavoro di informazione e sostegno alla lotta del popolo basco per la propria indipendenza; di denuncia sulle decine e decine di arresti di militanti baschi, sull’illegalizzazione e chiusura dei partiti, delle organizzazioni, delle radio e dei giornali della sinistra indipendentista; di solidarietà ai prigionieri politici e ai loro familiari.
Ormai da diverso tempo Askapena era stata fatto oggetto di una campagna di criminalizzazione per mezzo di diversi quotidiani e periodici che la indicavano come l’organizzazione impegnata nei rapporti internazionali per conto di ETA: proprio il capo d’accusa con cui il giudice Pablo Ruz – degno erede di Garzon, il padre del teorema “todo es ETA” – ha ordinato il loro arresto.
In questo momento i 7 compagni sono stati trasferiti a Madrid dove si trovano in regime di “incomunicazione”: una fase che ci desta molta preoccupazione poiché il detenuto non può avere contatti con nessuno, neanche con il proprio avvocato, ed è il momento in cui avvengono i numerosissimi casi di tortura denunciati anche in una delle ultime retate che vide l’arresto di 34 militanti dell’organizzazione giovanile SEGI.
Ciò che vogliamo denunciare è anche il significato e la fase politica in cui è avvenuta questa retata: “questa operazione – come riportato nel comunicato diffuso da Askapena - non è altro che l'ennesimo attacco contro il processo che si sta ponendo in marcia nei Paesi Baschi. Lo Stato spagnolo invece di offrire una soluzione politica e democratica, utilizza unicamente i mezzi repressivi e sta provando a sabotare il cammino intrapreso. In tal senso, l'implicazione e la solidarietà esistente per il raggiungimento di una soluzione democratica si sono convertite in un problema per lo Stato spagnolo che vuole fermarle.”
Infine vogliamo sottolineare che il nostro cammino a fianco di Euskal Herria non si ferma certo qui, ma anzi, andrà avanti con più impegno e determinazione di prima proseguendo nell’organizzazione di incontri, dibattiti, presidi e manifestazioni di solidarietà con il popolo basco: le stesse iniziative che hanno portato molti di noi a conoscere alcuni dei compagni che sono stati arrestati durante questa retata.

Libertà per i e le detenute!
Viva Euskal Herria internazionalista!
Tanti popoli, un'unica lotta!
Herriak independentzia!


Euskal Herriaren Lagunak
Bologna, Torino, Milano, Firenze, Friuli, Roma, Livorno, Apuo-Versiliese

giovedì 30 settembre 2010

Montatura e arresto contro sette attivisti di Askapena

EHL Italia comunica quanto segue.

La polizia nazionale spagnola ha arrestato all'alba di oggi [ieri, n.d.r.] 28 settembre sette attivisti dell'Organizzazione Internazionalista Basca "Askapena".
Si tratta dell'ennesima montatura giudiziaria volta a criminalizzare le realtà e gli attivisti della sinistra basca.
In attesa di ulteriori informazioni e materiali, riportiamo di seguito il Comunicato di Askapena.

In seguito alla retata contro Askapena, portata avanti dalla polizia nazionale spagnola all'alba di martedì 28 settembre, dall'Organizzazione Internazionalista Basca Askapena vogliamo comunicare quanto segue:
1- Denunciamo fermamente il sequestro da parte dell'apparato repressivo dello Stato spagnolo di sette militanti internazionalisti. Vogliamo sottolineare che questa operazione si inquadra in una campagna di criminalizzazione della solidarietà tra i popoli che cominciò anni addietro con intossicazioni diffuse dai mezzi di comunicazione al servizio degli interessi dell'impero e che sempre ebbe Askapena come punto di mira.
2- Innanzitutto, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai e alle detenute, ai loro famigliari e amici. Allo stesso modo vogliamo mostrare la nostra preoccupazione per il trattamento che potrebbero ricevere durante la “incomunicazione”.
3- Questa operazione non è altro che l'ennesimo attacco contro il processo che si sta ponendo in marcia nei Paesi Baschi. Lo Stato spagnolo invece di offrire una soluzione politica e democratica, utilizza unicamente i mezzi repressivi e sta provando a sabotare il cammino intrapreso. In tal senso, l'implicazione e la solidarietà esistente per il raggiungimento di una soluzione democratica si sono convertite in un problema per lo Stato spagnolo, e vuole fermarle.
4- Facciamo appello al popolo basco affinché solidarizzi con i e le detenute e con Askapena, e che prenda parte alle mobilitazioni di protesta davanti a questo colpo repressivo.
5- Allo stesso modo facciamo appello ai popoli in lotta e alla rete Amici e amiche di Euskal Herria affinché denuncino la natura totalitaria dello Stato spagnolo, e più concretamente, che solidarizzino con Askapena, affinchè i diritti di questo popolo vengano rispettati.


Libertà per i e le detenute!
Viva Euskal Herria internazionalista!
Tanti popoli, un'unica lotta!
Herriak independentzia!