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lunedì 1 luglio 2013

Libreria Majakovskij - Cpa Fi Sud: Lavorare Senza Padroni‏

GIOVEDI 04 LUGLIO 2013

Ore 20.30 Cena Popolare

ore 21.30 Presentazione del Libro:
"Lavorare Senza Padroni‏" con la presenza dell'autore


"Il libro racconta l’esperienza delle Ert (Empresas recuperadas por sus trabajadores) in Argentina attraverso la voce dei protagonisti. Imprese salvate dagli stessi lavoratori che hanno risposto in maniera alternativa alla crisi economica del 2001.
Uno dei risultati più drammatici della crisi fu la chiusura o la svendita di numerose imprese che non riuscivano a reggere la concorrenza internazionale. La risposta della società civile fu l’autogestione organizzata dagli stessi lavoratori: gli operai presero in mano la gestione delle fabbriche che i loro padroni, sommersi dai debiti, avevano abbandonato.
A dieci anni dalla crisi l’autogestione in Argentina si rivela un fenomeno stabile, anzi in aumento. Un risultato che si deve alla enorme rete sociale creata dai lavoratori e alla grande solidarietà della società civile che ha legittimato le lotte.
“Un modo di fare impresa che dovremmo studiare e prendere ad esempio con estrema attenzione - spiega l’autrice del libro, Elvira Corona - perché potrebbe aiutare anche l’Italia a trovare nuove vie per risolvere il problema occupazionale”."

giovedì 20 giugno 2013

21 06 2013 - P. Staccioli e S. Baraldini presentano "Non per odio ma per amore"

Ore 20.30 Cena popolare
Ore 21.3 Presentazione di Non per odio ma per amore - Storie di donne internazionaliste con Paola Staccioli, coautrice, e Silvia Baraldini, autrice della prefazione.

giovedì 21 marzo 2013

24 marzo - "Il comandante Gemisto", di Massimo Recchioni

Domenica 24 marzo ore 18.00 presentazione di Francesco Moranino - Il comandante Gemisto. Un processo alla Resistenza.
Interverrà l'autore Massimo Recchioni.

mercoledì 13 marzo 2013

14 marzo 2013 - Serata a favore di Nicola Pellecchia, militante rivoluzionario

Dalle ore 19.30 aperitivo
Ore 20.30 cena di autofinanziamento
Dalle ore 21.30 presentazione del libro Maelstrom di Salvatore Ricciardi. Sarà presente l'autore.

Maelstrom - Scene di rivolta e autorganizzazione di classe in Italia (1960-1980).
Una testimonianza ricca di narrazioni in presa diretta sui principali confliti sociali di quei due decenni.
Una descrizione, non priva di particolari inediti, sull'esperienza delle Brigate Rosse di cui l'autore è stato personalità dirigente nella "colonna romana".


Cari compagni ed amici,

Nicola Pellecchia, da oltre 18 mesi sta combattendo contro un male difficilissimo da curare, ha scelto di farlo qui a Milano e, da oltre un anno, siamo riusciti, come meglio possibile, ad arginare l’inarrestabilità della sua patologia (un tumore al pancreas).
Ora siamo di nuovo ad una svolta, probabilmente decisiva, abbiamo bisogno del vostro contributo per continuare ad assisterlo. Fino ad ora abbiamo contato sulle nostre risorse, ma anche noi siamo in una situazione piuttosto difficile e Nicola ha ora la necessità di affrontare emergenze piuttosto costose.
Nicola è un compagno di Napoli, finito in carcere quasi 40 anni fa per partecipazione ai Nuclei Armati Proletari, poi confluito in carcere nelle Brigate Rosse. Scarcerato per fine pena negli anni '90, poi diventato sindacalista dei pescatori di Procida, si trova in questo momento a Milano per le terapie.
Il suo nome è stato fatto, ai funerali di Prospero Gallinari, pochi giorni fa, come uno dei tanti che per motivi di salute o per rifiuto del permesso da parte dei giudici (per esempio, Mario Moretti), non aveva potuto partecipare alla cerimonia pur volendolo fortemente.
Per inviare un contributo economico in favore di Nicola, queste sono le coordinate bancarie di Ada Negroni, compagna milanese anche lei a lungo prigioniera politica, che sta coordinando gli aiuti:

c/c bancario n° 1413 intestato a Ada Negroni
Banco di Brescia Filiale 23 di Milano
ABI: 01624
CAB: 3500
IBAN: IT 59 S 03500 01624 000000001413
BIC: BCABIT21

lunedì 18 febbraio 2013

21 febbraio 2013 - Giacomo Santoro, Un Grillo qualunque



Giovedi 21 febbraio la Libreria Majakowskij presenta Un Grillo qualunque - Il Movimento 5 stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani.
Ore 20.00 cena sociale.
A seguire presentazione del libro con Giuliano Santoro.

Crisi globale, impoverimento democratico e svuotamento della funzione dei partiti tradizionali: sono le condizioni dentro le quali si sviluppa il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Uno strano animale anfibio, che affonda il suo corpo nel linguaggio della televisione, dal quale proviene il suo leader, e nella sfera della rete telematica, nella quale si muovono, lavorano e si riproducono i nuovi elettori. Per comprendere l'ideologia di riferimento del comico genovese bisogna infatti partire dai due uomini che lo hanno segnato: il patron di Striscia la notizia Antonio Ricci, e il guru telematico Gianroberto Casaleggio. E proprio nel massiccio utilizzo della rete che si fonda quella che i grillini stessi chiamano "una nuova forma di democrazia". Alla luce del terremoto politico che ha portato il Movimento 5 Stelle a conquistare diverse "poltrone" è necessario dunque capire quali proposte porti avanti questo temuto nuovo soggetto politico, quali interessi difenda davvero e chi al suo interno prenda le decisioni che contano. Questo è il primo libro che indaga il successo dell'antipartito fondato da Beppe Grillo, svelandone i meccanismi di comunicazione e i codici linguistici che l'hanno portato alla ribalta. Un testo che spiega come, al tempo stesso, il grillismo possa essere classificato sotto la forma di "populismo digitale", rappresentando non una soluzione ma l'ennesima mutazione genetica dei mali che da anni affliggono il sistema democratico.

giovedì 20 dicembre 2012

22 dicembre - ''Gli Avvoltoi: storia di un gruppo ridicolo''

Sabato 22 dicembre 2012
Ore 19.30 presentazione del libro Storia di un gruppo ridicolo di Mreno "Spirogi" Lambertini e Lorenzo "Lerry" Arabia (fondatori del gruppo "Gli Avvoltoi").
Ore 21 cena sociale.
Ore 22.30 concerto: Gli Avvoltoi (storica beat band bolognese) e Dreg Machine (garage rock Firenze)

Gli Avvoltoi, Storia si un gruppo ridicolo (Moreno "Spirogi" Lambertini e Lorenzo "Lerry" Arabia)

Questo libro celebra il gruppo fautore della rinascita del beat italiano. Gli Avvoltoi hanno rappresentato il punto di inizio per la riscoperta e la rielaborazione della musica dei capelloni della nostra penisola. La loro non è stata certo una vita facile: sono passati attraverso continui cambi di formazione, scioglimenti e reunion, nonostante tutto hanno saputo regalarci una lunga serie di mitiche incisioni. Negli anni Ottanta, quando imperversavano i capelli cotonati e le discoteche, gli Avvoltoi non si sono lasciati influenzare dalla musica commerciale, riuscendo a portare avanti il Beat fino ai nostri giorni. Una avventura cominciata nel 1985, che ancora oggi vede Moreno Spirogi e i membri della band attivi protagonisti del rock’n’roll , sempre ad inseguire il loro sogno musicale.
“Degli Avvoltoi mi piaceva il rigore… quando uscì “Il nostro è solo un mondo beat” ricordo che guardavo la copertina e mi dicevo: ma come ha fatto Moreno a coinvolgere 5 persone tutte innamorate di un genere musicale in fondo desueto e per niente popolare?… Avevano stile e lo stile significa molto.” (Federico Fiumani).
“Negli anni (80) della rabbia e del furore punk, hardcore o garage gli Avvoltoi furono un gruppo rivoluzionario. Ci ricordarono e riportarono per primi alla luce, insieme a pochi altri appassionati, il valore dei 60s italiani, seppelliti da anni di oblìo e di snobismo pseudo politico impegnato.” (Tony Face Bacciocchi).

lunedì 17 dicembre 2012

21 dicembre - Presentazione di ''Le voci di piazza Tahrir'', con Vincenzo Mattei

Venerdì 21 dicembre al CPA fi-sud alle ore 18.00
presentazione del libro “Le voci di piazza Tahrir”, alla presenza dell'autore Vincenzo Mattei.
A seguire aperitivo e cena popolare.
Invitiamo tutti a partecipare per comprendere e sostenere la lotta del popolo egiziano contro ingiustizia e sfruttamento.

Le proteste dei lavoratori egiziani sono state determinanti per la caduta di Mubarak. La prima scintilla della rivolta è venuta da una ondata di proteste popolari contro l'aumento dei prezzi e la disoccupazione. Durante lo sciopero di Mahalla nell'aprile 2008 gli operai, dopo aver ingaggiato una vera e propria battaglia con la polizia, per la prima volta distrussero ogni immagine del dittatore nella città. Poi, nel corso della “rivoluzione di gennaio”, i grandi scioperi del 9 e 10 febbraio 2011 hanno determinato direttamente la caduta del regime: di fronte alla minaccia di uno sciopero generale, che avrebbe coinvolto le fabbriche di proprietà dell'esercito, i generali immediatamente costrinsero Mubarak a dimettersi.
Oggi l'opposizione popolare al colpo di mano islamista in Egitto rende a tutti evidente che la partita aperta dalle rivolte arabe non si è chiusa con la caduta dei dittatori. Le proteste in corso in Egitto, come in Tunisia, hanno cause ben chiare. I proletari riempiono di nuovo le piazze perché gli slogan popolari "libertà, pane, giustizia sociale" sono rimasti inascoltati. Non poteva essere diversamente, visto che i Fratelli Musulmani (FM) e i loro alleati, che hanno assunto il potere in Egitto, Tunisia, Libia, sono espressione di interessi capitalistici come lo erano Mubarak e gli altri dittatori, e perseguono le stesse politiche di austerità e di repressione verso i lavoratori e i sindacati. I governi islamisti reprimono gli scioperi, arrestano lavoratori e sindacalisti, attaccano sedi sindacali e manifestazioni ricorrendo allo squadrismo degli integralisti. I FM egiziani in particolare approvano leggi per la “protezione della rivoluzione” che criminalizzano chi sciopera e che impediscono ai lavoratori di organizzarsi liberamente nei sindacati, aumentano le tasse sui ceti popolari, tagliano la spesa statale, lasciano mano libera ai padroni di licenziare e reprimere.
La continuità con il passato è ben simboleggiata dal multimilionario Khairat Saad El-Shater, vicepresidente e principale finanziatore dei FM egiziani. Né deve essere dimenticato il ruolo delle petromonarchie del Golfo, alleate dell'Occidente e finanziatrici dei gruppi islamisti a livello internazionale.
Molte forze interne ed esterne, primi gli USA, si sono preparate per anni a governare la transizione egiziana, nel caso di caduta del regime, secondo i propri interessi. Non è un caso se i FM sono emersi come la forza politica più organizzata dalla rivoluzione di gennaio 2011. Sotto Mubarak è stato permesso loro di presentarsi alle elezioni e di organizzare la propria presenza nella società. Oggi con il colpo di mano di Morsi la nuova borghesia egiziana, riunita sotto insegne islamiche, vuole capitalizzare la forza acquisita per imporre una costituzione tanto liberista nella sfera dei rapporti economici quanto reazionaria nella sfera dei rapporti sociali.
Le azioni dei FM egiziani devono peraltro essere inquadrate nel progetto politico internazionale dei FM per l'area mediorentale e nordafricana, che emerge oggi con sempre maggiore chiarezza. Questo progetto persegue l'unificazione politica dell'area sotto le insegne del panislamismo ricorrendo a tutti i mezzi disponibili, non esclusi la guerra civile e il sostegno all'intervento militare dei paesi NATO, come in Libia e in Siria. L'obiettivo strategico è l'integrazione reciproca delle economie arabe e la loro apertura verso il mercato mondiale in un'ottica neocapitalista e neoliberista. Perciò I FM guardano all'esempio della Turchia dell'islamista “moderato” Erdogan come modello di borghesia islamica forte, capace di trattare con le borghesie occidentali su un piano paritario, ma allo stesso tempo favorevole ad una maggiore integrazione strategica dell'area nel sistema occidentale, secondo le linee del "grande medio oriente" teorizzato dagli USA.

Le promesse generiche di democrazia non possono soddisfare chi lotta per pane e giustizia sociale. I lavoratori e i proletari egiziani conoscono bene i FM e la loro politica neocapitalista e filo-occidentale, perciò la loro risposta all'elezione di Morsi non si è fatta attendere. Durante i primi 3 mesi della presidenza Morsi ci sono stati oltre 900 scioperi. Dall'inizio della rivolta, nonostante le difficoltà e la repressione, i lavoratori hanno costituito 500 sindacati indipendenti, che lottano per migliori condizioni salariali e di lavoro, per sanità e pensioni, per le nazionalizzazioni. I proletari egiziani rifiutano la normalizzazione neocapitalista degli islamisti. Per questo sono in prima fila nelle proteste contro Morsi. Per questo la loro lotta è la nostra lotta.

Centro Popolare Autogestito Fi-Sud

mercoledì 14 novembre 2012

16 novembre: 41bis, il carcere di cui non si parla. Incontro con M.R. Prette

Gli anni nei quali è stato scritto il testo dell'articolo 41bis dell'ordinamento penitenziario sono quelli di confine tra l'"emergenza terrorismo" e l'"emergenza mafia - criminalità organizzata". Non si vuole qui dare giudizi su fenomeni sociali e politici richiamati. Si vuole invece portare l'attenzione sugli interrogativi suscitati dalle misure "emergenziali" adottate in relazione ad essi, in un Paese che si definisce democratico e che disattende la propria legge fondamentale.
in questo libro percorriamo la storia recente del carcere e dei suoi dispositivi punitivi, seguendo la traccia delle emergenze che di volta in volta ne hanno determinato -o pretestuosamente consentito- l'evoluzione.
Prendendo l'esperienza armata degli anni Settanta come analizzatore, si presenta la nascita del 41bis e del corollario di articoli di legge che, dal 1986 ad oggi, sono in uso per privare di ogni diritto quei detenuti dei quali si vuole, con la forza, cancellare l'identità per sostituirla con un'altra.

Venerdi 16 novembre

ore 21 - Presentazione del libro "41bis, il carcere di cui non si parla" alla presenza dell'autrice Maria Rita Prette.

mercoledì 17 ottobre 2012

19 ottobre 2012 - Tarabaralla, Canti e tradizioni toscane

Venerdi 19 ottobre

Ore 19.00 - Alessandro Giobbi (Il Menestrello) presenta Tarabaralla - Canti e tradizioni toscane
Ore 21.00 - Cena popolare
Ore 23.00 - Concerto

Frutto di un lavoro approfondito e curato, ma allo stesso tempo semplice e accattivante, Tarabaralla si propone di recuperare, valorizzare e restituire al pubblico, non solo a quello specializzato, una significativa parte del patrimonio musicale della tradizione popolare toscana.
Il libro ed il cd che compongono l'opera sono strettamente correlati e ricreano una quantità di suggestivi ed evocativi canti, fra cui canzoni medievali d’argomento cavalleresco, brani d’origine rinascimentale, canti di lavoro e della tradizione contadina, fino a Odoardo Spadaro e alla canzone d’autore del Novecento. La registrazione dei ventisette brani (un'ora di durata complessiva) nasce dalla volontà di mantenere vivo e di diffondere un bagaglio musicale e culturale tanto eccezionale quanto scarsamente valorizzato e “consumato” rispetto a quello di altre regioni d’Italia. Ogni traccia è preceduta da uno stornello in ottava rima o da un piccolo brano recitato dall’attore Carlo Monni.
Nel volume sono riportati i testi delle canzoni, oltre alla loro collocazione storica e alla trascrizione musicale. Immagini, brani, proverbi e brevi approfondimenti sui temi della tradizione popolare (come la cucina, le feste fiorentine, o la letteratura popolare) completano il libro.
Avvalendosi della collaborazione di Narciso Parigi, Maurizio Geri, Renzo Franchi e altri Alessandro Giobbi, musicista e cantante fiorentino da anni attento ricercatore ed esecutore di musica popolare, offre così un quadro approfondito dell’esperienza musicale e culturale toscana, con le sue suggestioni e peculiarità.

giovedì 12 luglio 2012

19 luglio 2012 - Incontro con Emilio Quadrelli

"...La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa."
(Karl Marx)

Giovedí 19 luglio al CPAFiSud
ore 19.30 aperitivo
ore 20.30 cena popolare
ore 21.30 presentazione con la presenza dell'autore di Cogliere l'occasione. Genova 2001, Genova 2011 di Emilio Quadrelli, edizioni Quaderni di politica e classe.


Il 13 luglio ci sarà a Roma la sentenza definitiva della Cassazione per i 10 compagni e compagne imputati e condannati per le giornate di Genova 2001.
Il processo di appello si è concluso con pene pesantissime, da 15 anni a 6 anni, per il reato di devastazione e saccheggio, e tutte le persone coinvolte rischiano di finire in galera.
Undici anni fa, dal 19 al 21 luglio 2001, 300.000 persone manifestarono contro il G8 a Genova, in migliaia e migliaia infransero la vetrina mediatica che gli 8 grandi della Terra usavano costruirsi ogni anno, si riversarono nelle strade e nei carrugi, si scontrarono con le forze dell'ordine poste a difesa della zona rossa dove si riunivano le delegazioni internazionali, mettendo in crisi la gestione politica di quelle giornate, mostrando al mondo la volontà di ribellarsi ad un sistema fondato sul dominio e sullo sfruttamento. Una volontà di rivolta che mise in crisi anche i tanti settori organizzati che parteciparono a quelle giornate, travolti anch'essi dalla durezza dello scontro, fuori da ogni precedente concertazione, incapaci di coglierne allora tutto il significato politico che anche il sistema e lo stato ne stavano dando. E nelle giornate successive tanti furono i distinguo e le prese di distanza, le divisioni forzose in "buoni" e "cattivi", che favorirono proprio la gestione politica che lo stato aveva dato e stava dando di quelle giornate.
Il sistema mise in campo infatti, fin nella preparazione delle manifestazioni, una gestione tutta improntata alla repressione, nella necessità allora di dare una risposta adeguata ad un movimento internazionale di opposizione al capitale che, pur in tante forme e con tante contraddizioni, stava crescendo e si stava imponendo.
Nelle strade e nelle piazze pestaggi e cariche indiscriminate, accanimento contro i compagni fermati, poi il massacro della scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, tragico epilogo di giornate cariche di una rabbia che comunque lo stato non era riuscito a contenere ed imbrigliare.
Le conseguenze di quelle giornate furono però anche cariche di dolore: dolore per morte di Carlo, per i tanti compagni e compagne fermati e picchiati, per come un'intera generazione di giovani militanti venne irrimediabilmente segnata da quanto successo. E, come detto, non furono certo di aiuto le tante prese di posizione di settori di movimento, più ansiosi di prendere le distanze dai cosiddetti black block, che di dare una risposta forte ai pestaggi ed alle torture, ad una gestione politica del G8 che vedeva coinvolti governo di centrodestra con il buon Fini in regia di comando proprio a Genova, e centrosinistra, che ha cogestito le giornate di Genova rifiutandone negli anni anche solo una discussione aperta.
Settori di movimento che, di conseguenza, sono anche responsabili della solitudine in cui sono rimaste le persone coinvolte nei processi per il G8, accusate appunto del reato di fascista provenienza di devastazione e saccheggio, reato che fino ad allora mai era stato utilizzato per reati di piazza legati a manifestazioni, e che tanti benpensanti pensavano non sarebbe riemerso dalle pieghe dell'ordinamento penale italiano. Ma, come è ovvio, questo è l'armamentario di difesa dello stato e del capitale quando si sente minacciato e non fa certo fatica a ritirarlo fuori e ad aggiornarlo.
Non saranno certo le condanne e la interdizione dai pubblici uffici per 5 anni di alcuni tra i massimi vertici della polizia, come il responsabile della mobile di Firenze Filippo Ferri o l'ex questore Luperi, a darci giustizia, la famosa giustizia per Genova, quella verità che le aule di nessun tribunale o sala cinematografica potrà restituirci. Come non saranno le sospensioni di qualche pedina, sebbene importante, che modificheranno il piano repressivo. Ne è prova tangibile la totale copertura che in questi anni ha contraddistinto l'azione delle forze politiche e degli organi di polizia nei confronti dei massacratori di Genova, gli avanzamenti di carriera e promozioni come per l'allora capo della polizia De Gennaro addirittura nominato sottosegretario del governo Monti! Vedremo quale sarà il prezzo da pagare per questa piccola soddisfazione: non ci stupiremmo se questo sarà la conferma delle condanne da parte della Cassazione nei confronti dei compagni/e sotto processo per i fatti di Genova.
Undici anni dopo abbiamo visto come l'effimero benessere dell'Occidente si è infranto di fronte ad una crisi che mostra tutta l'incapacità della gestione capitalista del mondo, abbiamo visto come tanti dei motivi che portarono a Genova centinaia di migliaia di persone fossero giusti e motivati.
E stiamo vedendo come anche oggi, per alcuni aspetti anche con più durezza, lo stato risponde a chi cerca di opporsi alle politiche di attacco alle condizioni materiali dei proletari, dai tagli alle pensioni, agli stipendi ed allo stato sociale, licenziamenti e spending review e tutto ciò che il sistema sta imponendo nel disperato tentativo di mantenersi: cariche ai lavoratori in sciopero, agli studenti che lottano per il diritto allo studio, imposizione con la forza militare ad un'intera valle delle scelte di devastazione ambientale in nome dell'Alta Velocità; e poi arresti, tanti arresti, e denunce per tutti coloro che non accettano tutto ciò e si pongono fuori dalle compatibilità, sempre più strette, imposte dal sistema. E proprio in questo clima si concluderà il processo ai manifestanti di Genova; perchè questo processo che materialmente colpisce solo dieci persone, vede tutti noi come imputati, tutti coloro che a Genova come in ogni altra parte, cercano di opporsi ad un modello capace solo di dare sfruttamento e repressione.

Noi non prendemmo le distanze e non facemmo distinguo allora, continuando a lottare e costruire opposizione, e tanto meno lo facciamo adesso, perchè continuiamo a pensare che Genova 2001 è stata anche nostra!

Solidarietà a tutti i compagni coinvolti!

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

giovedì 17 maggio 2012

19 maggio 2012 - ''Piazza della Loggia'' (F. Barrilli - M. Fenoglio)

Sabato 19 maggio 2012 la Libreria Majakowskij presenta un'inchiesta a fumetti sull'attentato di Brescia e sull'eversione fascista tra il 1969 ed il 1974.

Francesco Barrilli - Matteo Fenoglio, "Piazza della Loggia Volume 1 - Non è di maggio", edizioni Becco Giallo.

Alle ore 20.30 cena popolare
alle 21.30 presentazione del libro con la presenza dell'autore e del disegnatore

domenica 18 marzo 2012

Presentazione di ''Eternit, dissolvenza in bianco''

Venerdi 23 marzo 2012 alle 21.30 presentazione di Eternit, dissolvenza in bianco.
Parteciperanno l'autrice ed il Comitato Familiari Vittime Amianto.

Il graphic novel "Eternit - Dissolvenza in bianco" vuole raccontare in maniera inedita una storia locale che ha però avuto, per le sue drammatiche conseguenze, un interesse nazionale: quella della fabbrica Eternit a Casale Monferrato, che portò dapprima il benessere e poi la morte agli operai e alle loro famiglie, a causa della polvere d'amianto respirata nell'azienda e in giro per la città.
La storia è raccontata attraverso le vicende, pubbliche e private, di più personaggi, anche di altre realtà italiane legate all'Eternit, ispirati a persone reali che hanno avuto un ruolo significativo nella vicenda: per questo ha una ricchezza e un impatto emotivo che scrittori estranei alla realtà casalese non potrebbero esprimere. Viene evidenziata la progressiva presa di coscienza tra i cittadini dei rischi legati all'inquinamento da questo materiale, la necessità della bonifica e della ricerca scientifica, l'esigenza di giustizia che si è manifestata nella costituzione di più di tremila parti civili per il processo ora in atto a Torino contro i dirigenti svizzero-belgi della multinazionale Eternit. Il libro diventa dunque non solo la cronaca dì fatti avvenuti nel passato, ma anche un messaggio di consapevolezza e speranza per le nuove generazioni. Il racconto a fumetti è integrato da un'appendice di documenti contenenti una cronologia dei fatti principali della vicenda, dall'origine dell'Eternit all'attuale fase del processo e della bonifica.

lunedì 5 marzo 2012

8 marzo 2012. Presentazione di ''Resistere a Equitalia'' di Elena Polidori

La lotta all'evasione, tanto sbandierata come strumento di equità, come si realizza, attraverso quali strumenti e su chi si abbatte?
“L’Italia è il Paese dove più si evade il fisco. Per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale è stata creata la società pubblica di riscossione dei tributi Equitalia, una macchina da guerra che dovrebbe essere al servizio dei cittadini e spesso si trasforma, invece, nel loro incubo peggiore.”

Giovedi 8 marzo alle 20 cena sociale.
Alle 21 presentazione del libro "Resistere a Equitalia" di Elena Polidori.
Sarà presente l'autrice.

venerdì 20 gennaio 2012

25 gennaio 2012 - Incontro con Saverio Ferrari

Firenze, 13 dicembre 2011. Samb Modou e Diop Mor vengono assassinati da un appartenente a Casapound.
Firenze, 4 febbraio 2012. Organizzazioni neofasciste promuovono nella nostra citta' un corteo.
Per cercare di capire dove e come si forma e si organizza l'aggregazione neofascista.



Mercoledi 25 gennaio



Ore 20.00 cena sociale

ORE 21.00 Incontro con Saverio Ferrari dell'Osservatorio sulle Nuove Destre, autore di Fascisti a Milano e Le nuove camicie brune.



martedì 6 dicembre 2011

9 dicembre 2011 - ''La ballata di Mila'' di Matteo Strukul


“Forte di un ritmo sincopato e rapidissimo, di scene d’azione mozzafiato, di continui cambi di prospettiva e di un intreccio a orologeria, La ballata di Mila rinnova il pulp-noir italiano attraverso una storia sabot/age che riesce a indagare con attenzione il fenomeno della mafia cinese a Nordest e lancia nel mondo editoriale un nuovo personaggio femminile, formidabile e dirompente, che spezza le consuete geometrie narrative: Mila Zago aka Red Dread.”

Venerdi 9 dicembre

Ore 19,00 - La Libreria Majakovskij presenta il libro La ballata di Mila, con l’autore Matteo Strukul.
A seguire cena sociale.
ore 22,30 " Simone Piva ed i Viola velluto " in concerto.

sabato 5 novembre 2011

La Libreria Majakovskij del CPAFiSud

La Libreria Majakovskij opera dal dicembre 2004 all'interno del CPAFiSud. Dai tempi della sua inaugurazione funziona come luogo di valorizzazione delle case editrici indipendenti, utile a contrastare l'oligopolio editoriale cui tende il panorama editoriale italiano.
La Libreria Majakovskij privilegia testi di storia, di politica, sui fenomeni sociali come la Resistenza, le lotte di liberazione nazionale, le lotte operaie, le vicende degli anni Sessanta e Settanta.
La Libreria Majakovskij, così come la biblioteca presente fin dalla prima occupazione, non è solo luogo di lettura o dove acquistare un libro, ma rappresenta un valore aggiunto per acquisire conoscenze che permettano la costruzione di una coscienza critica, per disporre di ulteriori materiali di approfondimento per la costruzione di iniziative politiche all'interno del centro sociale stesso e non solo.
Le presentazioni di libri sono una delle principali ragioni d'essere della Libreria Majakovskij: nei limiti del possibile ne viene organizzata almeno una al mese.
Conseguire profitti o seguire le logiche del mercato non appartengono agli scopi della Libreria, che non si adopera in alcun modo per inseguire gli ultimi successi editoriali o le grandi case editrici.
La Libreria Majakovskij cerca di promuovere le case editrici minori e far sì, nelle possibilità, che i libri siano realmente a prezzi popolari.

La Libreria Majakovskij è aperta il mercoledi ed il venerdi dalle 19.00

giovedì 7 aprile 2011

Il tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia

Il 10 aprile 2011 alle 18.00 incontro con Massimo Recchioni e presentazione del libro Il tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia.

''Scarpe rotte eppur bisogna andar''...questa e' la frase che come lettore darei a questo libro. Un libro che racconta come nell'immediato si continua a combattere il fascismo che non era stato sconfitto con l'uccisione di Mussolini e che invece continuava ad essere infiltrato nella società. Così, nonostante la consegna delle armi da parte dei partigiani, una parte di loro insieme a nuovi resistenti vanno a colpire i fascisti rimasti impuniti. Alcuni pagheranno con la vita, altri con l'esilio la lorGiustificao scelta di sostenere e portare avanti la Resistenza Italiana. Resistenza che non e' morta e non morirà mai, ne' oggi ne' nel futuro.

ORA E SEMPRE RESISTENZA
un giovane lettore

venerdì 11 marzo 2011

12 marzo 2011 - Presentazione di ''Nuova Panda schiavi in mano''

Sabato 12 marzo ore 21

Presentazione di Nuova Panda schiavi in mano - La strategia Fiat di distruzione della forza operaia

alla presenza degli autori e di alcuni operai degli stabilimenti Fiat.
La ristrutturazione del sito produttivo della Fiat a Pomigliano d’Arco costituisce un importante «laboratorio» per la riorganizzazione della produzione e del lavoro e soprattutto per la forma delle relazioni industriali. Qui l’impresa è all’opera per completare il processo di integrazione della forza lavoro nel regime di dominio del capitale. A beneficiarne direttamente sarà la multinazionale sul piano globale; avrà un’enorme rilevanza negli altri settori produttivi non necessariamente manifatturieri. I dispositivi dello sfruttamento del lavoro sono destinati a intensificarsi, dentro e fuori la fabbrica. Dentro e oltre la crisi globale. Questa è sinteticamente la tesi sostenuta dagli autori del libro. Una storia di trasformazione produttiva vista dal lato del lavoro e delle sue possibili forme di organizzazione.
Con un saggio conclusivo di Mario Tronti.

giovedì 10 febbraio 2011

Negro, ebreo e comunista. Storia di Alessandro Sinigaglia

PHP-Nuke

Domenica 13 febbraio alle 18.30
Presentazione del volume Negro, ebreo e comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il fascismo.

Sarà presente l'autore Mauro Valeri.

In occasione dell'anniversario della sua morte vogliamo ricordare la figura di Alessandro Sinigaglia, in prima fila nella preparazione della lotta armata contro tedeschi e fascisti con il nome di battaglia di Vittorio. Tra i creatori dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) a Firenze, il 13 febbraio 1944 venne assassinato da alcuni membri della banda Carità.

Dalla quarta di copertina.

Negro Ebreo Comunista, ma si potrebbe continuare: ardito del popolo, sommergibilista, operaio, rivoluzionario di professione, agente segreto, miliziano, partigiano, gappista. La banda Carità non poteva uccidere di meglio. Non l'hanno potuto torturare, ma gli hanno strappato due denti d'oro, da morto. Con tanti nomi: Sinigaglia, Verga, Gallone, Epoca, Garroni... personalità multipla, per essere unicamente comunista.
Mauro Valeri disseppellisce questa storia dimenticata, occultata intanto dal partito che si è cibato dei suoi figli migliori, sempre disposto a “migliorare” i rapporti con i nemici di classe. Solo medaglia d'argento, a disonore anche della Repubblica. Quel partito è scomparso, nell'ignominia. Rimangono le storie dei suoi figli.
A narrare le quali si ricompone il quadro dell’antagonismo, molto composito, dagli incerti contorni, perché alimentato da linfe meticce, da apporti eterogenei, parlante lingue diverse, dilaniato tra il bisogno di libertà e l’esigenza di organizzazione.
Fiorentino e russo, svizzero e spagnolo, uomo dalle tante culture, dalle molte lingue e qualche dialetto, come uno Zelig lo troviamo accanto a Secchia, Longo, Colorni e pure Igor Markevitch – per la gioia di qualche dietrologo – defilato ma sempre al posto giusto, meno l’ultimo. Ma, a ben guardare, anche all’ultima stazione ha scelto lui come scrivere la parola fine: non l’ha lasciata ai suoi carnefici.