giovedì 10 febbraio 2011

Negro, ebreo e comunista. Storia di Alessandro Sinigaglia

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Domenica 13 febbraio alle 18.30
Presentazione del volume Negro, ebreo e comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il fascismo.

Sarà presente l'autore Mauro Valeri.

In occasione dell'anniversario della sua morte vogliamo ricordare la figura di Alessandro Sinigaglia, in prima fila nella preparazione della lotta armata contro tedeschi e fascisti con il nome di battaglia di Vittorio. Tra i creatori dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) a Firenze, il 13 febbraio 1944 venne assassinato da alcuni membri della banda Carità.

Dalla quarta di copertina.

Negro Ebreo Comunista, ma si potrebbe continuare: ardito del popolo, sommergibilista, operaio, rivoluzionario di professione, agente segreto, miliziano, partigiano, gappista. La banda Carità non poteva uccidere di meglio. Non l'hanno potuto torturare, ma gli hanno strappato due denti d'oro, da morto. Con tanti nomi: Sinigaglia, Verga, Gallone, Epoca, Garroni... personalità multipla, per essere unicamente comunista.
Mauro Valeri disseppellisce questa storia dimenticata, occultata intanto dal partito che si è cibato dei suoi figli migliori, sempre disposto a “migliorare” i rapporti con i nemici di classe. Solo medaglia d'argento, a disonore anche della Repubblica. Quel partito è scomparso, nell'ignominia. Rimangono le storie dei suoi figli.
A narrare le quali si ricompone il quadro dell’antagonismo, molto composito, dagli incerti contorni, perché alimentato da linfe meticce, da apporti eterogenei, parlante lingue diverse, dilaniato tra il bisogno di libertà e l’esigenza di organizzazione.
Fiorentino e russo, svizzero e spagnolo, uomo dalle tante culture, dalle molte lingue e qualche dialetto, come uno Zelig lo troviamo accanto a Secchia, Longo, Colorni e pure Igor Markevitch – per la gioia di qualche dietrologo – defilato ma sempre al posto giusto, meno l’ultimo. Ma, a ben guardare, anche all’ultima stazione ha scelto lui come scrivere la parola fine: non l’ha lasciata ai suoi carnefici.

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