martedì 25 giugno 2013

venerdì 21 giugno 2013

22 giugno 2013 - Festa Benefit Rete Collettivi Fiorentini

Finita la scuola, finito lo stress, scoperto chi è promosso e chi invece deve passare un'altra estate a rincorrere la sufficienza a qualche materia, venite tutt* al Centro Popolare Autogestito per un'altra festa studentesca benefit della Rete dei Collettivi!

Alle 21 : CENA SOCIALE
Dalle 22 : MUSICA con ALT KLAN, URAGANO Dj

giovedì 20 giugno 2013

21 06 2013 - P. Staccioli e S. Baraldini presentano "Non per odio ma per amore"

Ore 20.30 Cena popolare
Ore 21.3 Presentazione di Non per odio ma per amore - Storie di donne internazionaliste con Paola Staccioli, coautrice, e Silvia Baraldini, autrice della prefazione.

Basta Abusi in Divisa

Basta abusi in divisa!
Stop police violence!
Stop à la violence de la police!
Basta de violencia policial!

Il "reparto antidegrado" della Polizia Municipale di Firenze di giorno insegue i cosiddetti "abusivi" e gli ambulanti nei mercati fiorentini, controllando documenti e sequestrando merci.
Alla sera alza il livello organizzando pestaggi in un clima di impunità.
Questo è il risultato di anni di campagne elettorali e mediatiche incentrate sul tema della "sicurezza" e della "lotta al degrado".
I colpevoli siedono nella giunta comunale fiorentina e primo fra tutti è il sindaco Renzi. Colpevole è il comandante della Polizia Municipale e il Reparto Antidegrado... e non vengano a dirci che si tratta di alcune mele marce: esiste una catena di comando che legittima, ordina e delega questo tipo di operazioni!

Solidarietà alle vittime della violenza poliziesca.
Lunedi 1 luglio ore 17.30
Manifestazione
Da San Lorenzo a Piazza della Signoria


Firenze Antifascista

mercoledì 19 giugno 2013

Le squadracce comunali del degrado

Comunicato di Firenze Antifascista

Quanto accaduto nella sera di giovedì 13 alla Stazione di SMN è gravissimo. L'operazione della Polizia Municipale ha chiaramente le caratteristiche di un pestaggio, non certo di un controllo di routine:

gli agenti non hanno fermato gli uomini scesi dalla tramvia chiedendo loro per esempio i documenti, ma li hanno aggrediti immediatamente. Ciò non lascia spazio a interpretazioni di sorta: il pestaggio era stato deciso a monte ed era esso stesso “l'operazione di polizia”. È poi emblematico il dialogo finale con il ragazzo senegalese che poco più avanti aspettava l'autobus. Lui, senza aver visto la radiolina e il distintivo, era sicuro del fatto che fosse la Polizia Municipale. Ciò sta a significare che gli ambulanti conoscono benissimo questa prassi e la considerano abituale. Il quadro è sicuramente pesantissimo ma nello stesso tempo abbastanza chiaro: questo è il “reparto antidegrado” della Polizia Municipale di Firenze che di giorno insegue i cosiddetti “abusivi” e gli ambulanti nei mercati fiorentini, controllando documenti e sequestrando merci e alla sera, evidentemente, alza il livello. Questo è risultato di anni di campagne elettorali e mediatiche incentrate sul tema della “sicurezza” e della “lotta al degrado”, che consentono oggi un clima di impunità per gli uomini in divisa.

I fatti di via Palazzuolo, l'aggressione al Paci e lo sgombero della tendopoli dei richiedenti asilo alla Fortezza erano state qualcosa di più di semplici avvisaglie, ma evidentemente non sono bastate. Pensiamo sia necessario denunciare chi sono i responsabili e i colpevoli di questa situazione. Dobbiamo farlo dando la forza e il coraggio di parlare a chi in altre circostanze ha subito pestaggi, rompendo quel muro di silenzio che permette alle forze di polizia di portare avanti queste pratiche.

I colpevoli siedono nella giunta comunale fiorentina e primo fra tutti è il Sindaco Renzi. Quel sindaco che il 2 giungo sorrideva abbronzato davanti a macchine fotografiche e telecamere appuntandosi sul petto la medaglietta della cittadinanza concessa ai senegalesi feriti dal neofascista Casseri, mentre la sua Polizia Municipale, si organizzava per portare a termine raid come questo. Colpevole è il Comandante della Polizia Municipale e il Reparto Antidegrado...e non vengano a dirci che si tratta di alcune mele marce: esiste una catena di comando che legittima, ordina e delega operazioni di questo tipo.

Pensiamo sia il momento di mobilitarci perchè tutto ciò non cada nel silenzio come ci siamo mobilitati per tenere alta l'attenzione sui fatti di Piazza Dalmazia mentre le istituzioni cittadine e le procure insabbiavano l'intera inchiesta. Non si tratta solo di manifestare solidarietà a chi è stato colpito direttamente, ma di sentirci parte in causa perchè le stesse pratiche e gli stessi metodi vengono riservati da altri reparti e altre divise a tutti coloro che sono accomunati da una condizione sociale simile: dall'operaio all'ambulante, dal proletario immigrato a quello italiano.

Invitiamo quindi tutte le realtà politiche, sociali e sindacali, tutti i lavoratori e gli studenti a fare propria la manifestazione di lunedì 1 luglio che partirà alle ore 17.30 da S.Lorenzo per arrivare in piazza Signoria sotto le finestre del Consiglio Comunale.


BASTA ABUSI IN DIVISA SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA VIOLENZA POLIZIESCA

Firenze Antifascista

LUNEDI 1 LUGLIO 2013
MANIFESTAZIONE
ORE 17.30 MERCATO DI SAN LORENZO

martedì 18 giugno 2013

Libertà per Bahar Kimyongür


Bahar Kimyongür è stato arrestato a Madrid su richiesta del governo Turco Erdogan. Militante comunista turco residente in Belgio, conosciuto da molt* di noi per il suo impegno politico, la sua coerenza, era in Spagna con la famiglia.
Alcuni fonti di informazione parlano di incontri nei giorni scorsi tra il ministro dell'interno belga e il direttore dell'intelligence turca, riguardo la presenza di cittadini belgi in Siria e il monitoraggio dei "gruppi terroristici".
Giovedi 20 Giugno verrà decisa o meno la sua estradizione in Turchia.

A Bahar va tutta la nostra solidarietà militante.


MOBILITIAMOCI PER LA SUA IMMEDIATA LIBERAZIONE

NO ALL'ESTRADIZIONE

LIBERTA' PER BAHAR KIMYONGUR

Bahar Kimyongür arrestato :
La verità disturba, Milquet (ministro belga dell'Interno) si vendica


Hanno appena fermato a Madrid il nostro amico e collega Bahar Kimyongür, autore del libro Syriana e di numerosi articoli che dimostrano l'ipocrisia dei governi europei sulla Siria. Queste ultime settimane si era mobilitato attivamente per aiutare i genitori di questi giovani che partono in Siria. Era atteso al dibattito che noi organizziamo su questo tema a Bruxelles martedì 25 giugno.

Bahar è minacciato di estradizione verso la molto democratica Turchia. Siamo molto inquieti e convinti che il governo belga è complice: Bahar disturba, la verità disturba.

La cronologia è del resto, molto chiara :

22 maggio, comunicato del ministro degli Interni: "Joëlle Milquet ha incontrato a lungo stamattina il direttore dell'organizzazione dei servizi segreti nazionali turchi, Hakan Fidan. All'epoca di questo scambio molto costruttivo, parecchie modalità di collaborazione e di scambi di notizie nei differenti scenari rievocati sono state precisate e rinforzate, in ciò che riguarda la presenza di cittadini residenti all'estero belgi in Siria particolarmente ma anche il seguito ed il controllo dei differenti raggruppamenti terroristici."

28 maggio: la Turchia rilascia in segreto un nuovo mandato di arresto internazionale contro Bahar che era stato assolto dieci anni fa dalla Giustizia belga per queste accuse arbitrarie, 13 giugno,: Al RTBF radio, il ministro Milquet sostiene il "democratico" turco Erdogan: "Penso che i servizi segreti turchi sono sinceri", sic. (Ed anche i suoi torturatori e quelli che incarcerano in massa i giornalisti?) Lei demonizza Bahar come "sostenitore di Assad" mentre questo ha, nel suo libro, denunciato i suoi aspetti dittatoriali.

17 giugno: Bahar è fermato dai civili mentre visitava con la sua sposa Deniz ed i suoi due piccoli bambini la cattedrale di Cordova (Spagna). In presenza dei suoi bambini per solennizzare bene l'occasione!

Questo giovedì 20 giugno, passa davanti al giudice a Madrid.
Chiamiamo ciascuno a denunciare questa violazione del diritto di espressione, questa bassa vendetta dei politici che si allineano sugli Stati Uniti, Israele e la Turchia! Fate circolare questo messaggio sul Net, facebook e dovunque, apostrofate i vostri mandatari politici ed i media.

Chiedete dei conti al ministro Milquet. Non si muove per aiutare i genitori smarriti, ma si rende complice di Erdogan per fermare Bahar :

Cabinet du ministère de l'Intérieur, 2 rue de la Loi, 1000 Bruxelles Tél : 02 504 85 40 Attaché de presse : Geoffroy Kensier : 0478 59 41 51 www.milquet.belgium.be

Articolo tradotto a cura del CPA FI SUD

http://www.michelcollon.info/Bahar-Kimyongur-arrete-La-verite.html

La testimonianza di quanto accaduto giovedì sera alla Stazione di SMN



Con questa comunicazione Firenze Antifascista vuole rendere pubblico e diffondere il più possibile il racconto di un testimone oculare rispetto a quanto accaduto nella serata di giovedì 13 giugno nei pressi della Stazione di Santa Maria Novella:
 
 La sera del 13/06, verso le 23.00, alla stazione di SMN, all’altezza della fermata della tramvia via Alamanni sul lato della scalinata, ho visto un gruppo di 10-15 persone che si distingueva perché indossavano tutti guanti neri e si aggiravano nei pressi della fermata con fare a dir poco agitato e aggressivo. Mi sono avvicinato facendo il vago, come fossi un passante indifferente e ascoltando ciò che dicevano mi sono reso conto che stavano aspettando qualcuno. Mi sono quindi fermato per vedere cosa stesse davvero succedendo. Ho così potuto sentire che si scambiavano frasi del tipo: "stasera è bandaccia", "dove cazzo sono, non vedo l'ora", "sono in ritardo". Erano sempre più agitati e evidentemente erano sotto l’effetto di cocaina. Dopo circa 10 minuti ho notato un altro particolare: insieme a quelli che indossavano i guanti erano presenti alcuni uomini più anziani con in mano una radiolina. Proprio dalla radiolina ad un certo punto è arrivato il segnale che stavano aspettando. Ho sentito chiaramente quella voce dire: “dall'altra parte della strada! Stanno arrivando! Attraversate!". Gli individui più giovani, quelli con i guanti neri e sicuramente più prestanti fisicamente, sono corsi sull'altro lato della strada. Ho praticamente attraversato con loro. Ho visto che nel frattempo stava arrivando la tramvia. Quando si sono aperte le portiere è sceso un gruppo di persone di cui 5 o 6 ragazzi di colore e con tutta probabilità senegalesi. Neanche il tempo di rendermi conto delle loro reali intenzioni che gli si sono scagliati addosso con una ferocia indescrivibile. Nel parapiglia ho visto sicuramente che un senegalese è stato prima schiantato su una vetrina accanto al negozio TIM e poi inseguito insieme agli altri che scappando avevano già raggiunto la parallela. Avevo paura che se li avessero raggiunti nella parallela senza che nessuno fosse presente ad assistere alla scena si sarebbero sentiti liberi di far di peggio. Quindi mi sono mosso e li ho inseguiti anch’io, ma non sono riuscito a stargli dietro…penso che fortunatamente siano riusciti a scappare! Ma tornando indietro ho notato i due uomini più anziani, quelli con la radiolina che si stavano allontanando. Così ho iniziato a seguire loro. Sono riuscito a sentirli parlare al cellulare e uno dei due ripeteva ossessivamente: “dove siete? Vi serve una macchina? Vi mando una VOLANTE?” Ho capito allora che non si trattava solo di un gruppo di fascisti, ma che questi avevano anche la divisa… Sono riuscito a seguirli fino al “Parcheggio Europa” all'altezza di via Montebello. Ad un certo punto però uno dei due, il tipo che "dirigeva l'operazione", il solito che aveva distribuito i guanti neri prima dell’aggressione si volta e mi chiede: “chi sei? Perché ci stai seguendo? Dammi i documenti!” Io gli ho detto che non gli stavo seguendo ma che mi ero perso e stavo cercando via Montebello…per quanto riguarda i documenti gli ho invece chiesto perché avrei dovuto mostrarglieli. “Per questo!” mi ha risposto lui tirando fuori il tesserino della POLIZIA MUNICIPALE. Ho visto che non ha annotato il nominativo ma con fare intimidatorio mi ha chiesto: “Abiti ancora qui?” A quel punto mi ha invitato a “levarmi dal cazzo” e, ricevuta anche l’indicazione su dove fosse via Montebello, non ho potuto che andare nella direzione opposta e poi tornare sui mie passi. Sono tornato alla stazione. Preso dalla rabbia e dall'adrenalina sono tornato alla fermata della tramvia. Lì c’era una macchina della "GEST" in mezzo alle rotaie mentre alla fermata dell’autobus poco più avanti c'era un senegalese che mi osservava. Mi sono avvicinato per chiedergli se avesse visto la scena e se sapesse cosa fosse successo. Nonostante fossero tutti in borghese e non vi fosse nessun modo per riconoscerli a colpo d’occhio, lui mi ha detto subito: “questi sono della MUNICIPALE!”... Poi, facendomi il segno della pistola con le mani mi ha detto: “molti italiani quando vedono noi impazziscono…” Non ho avuto tempo di chiedergli altro perché è arrivato l’autobus, lui mi ha salutato e se n’è andato…"